SANITÀ: ECCO I PAESI SCELTI
PER LE CASE DI COMUNITÀ
NEI TRE AMBITI LECCHESI

LECCO – Alla sede dell’Asst Lecco il seminario di presentazione del documento “Case di Comunità, una proposta per il territorio del Distretto di Lecco: occasione da non perdere per una reale risposta ai bisogni di salute”. L’evento, coordinato dal presidente dei sindaci del Distretto di Lecco Guido Agostoni ha visto la presenza dei direttori generali di Ats e Asst, e dei principali soggetti che hanno collaborato alla stesura del documento. Hanno inoltre presenziato il prefetto Castrese de Rosa e la neoeletta presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann. Il seminario è stato seguito, in parte in presenza e in parte da remoto, da oltre 100 partecipanti (amministratori locali, organizzazioni sindacali, soggetti del terzo settore e del volontariato).

La proposta del Distretto di Lecco si innesta nel contesto delle norme nazionali e regionali, che stanno ridisegnando l’offerta di servizi sanitari e sociali nei territori, in un’ottica che passa da una visione “ospedalocentrica” della salute alla centralità del ruolo dei territori. La pandemia infatti ha evidenziato sia a livello sanitario che sociale la necessità di rivalutare, rivitalizzare i luoghi di prossimità, aprire alla partecipazione dei cittadini come protagonisti nella risposta ai propri bisogni, decentrare l’offerta di servizi.

Nella sua introduzione Guido Agostoni, presidente del Distretto di Lecco e del Dipartimento Welfare di Anci Lombardia, ha ricordato come l’opportunità creata dagli investimenti previsti dal PNRR e il recente processo regionale di riorganizzazione dalla Sanità territoriale non abbiano trovato impreparato il territorio lecchese che si è subito attivato, “valorizzando esperienze e modalità di collaborazione già costruite e sperimentate in questi anni e consolidatesi durante la pandemia”. La ricchezza e la varietà delle strutture sanitarie, sociali e di volontariato presenti nel territorio della Provincia di Lecco, con la loro capacità di “fare rete stanno a dimostrare come l’attenzione alla propria comunità faccia parte delle nostre stesse radici culturali”.

Il Distretto dei Comuni di Lecco (con gli Ambiti di Bellano. Lecco e Merate), gli Ordini dei Medici e delle Professioni infermieristiche, Federfarma, la Cooperativa dei Medici di Famiglia COSMA, Confcooperative dell’Adda e il CSV (Centro Servizi Volontariato), con ATS Brianza e ASST Lecco hanno cercato da subito di dare un contenuto ad una delle nuove strutture territoriali previste dal PNRR e da Regione: le Case di Comunità.

Il tavolo di lavoro da cui nasce il documento, secondo Agostoni “intende dare indicazioni pratiche, comuni e condivise, affinché queste strutture non siano solo poliambulatori, ma servizi pensati per rispondere ai bisogni di salute e non solo di cura, ma di ascolto, attenzione, personalizzazione, visione della persona nell’insieme dei suoi bisogni e possibilità. Per cambiare paradigma e rinnovare il Sistema è necessario lo sforzo e il confronto costante fra tutti, costruendo livelli di governance realmente partecipati”.

Ecco le proposte contenute nel documento per i tre ambiti lecchesi:

AMBITO DI BELLANO
CdC a Introbio, come sviluppo e innovazione dell’esperienza del PreSST Valsassina, rinforzando la presenza dei MMG e di servizi e consulenze specialistiche sul piano sanitario e la relazione con la rete dei servizi sociali e socioeducativi che afferiscono alla Comunità Montana Valsassina Valvarrone Val d’Esino e Riviera. Importante connettere la progettazione per l’avvio delle Case di Comunità con i servizi attivi (SAD, Sportelli di informazione e orientamento del progetto “Family Power”) e le sperimentazioni attive sull’area delle fragilità, in particolare con l’azione di Custodia Sociale, nell’ottica della prevenzione sociale e sanitaria.
Sulla scorta della felice sperimentazione del Progetto Integraree, si ritiene auspicabile che la figura dell’infermiera di comunità venga messa effettivamente a disposizione del nuovo modello e possa, per quanto di propria competenza, mobilitare risorse all’interno delle comunità, comprese le competenze, le conoscenze e il tempo di individui, gruppi e organizzazioni della comunità per la promozione della salute e del benessere, cercando di aumentare il controllo delle persone sulla propria salute. L’azione della CdC troverà ulteriori elementi di qualificazione e rinforzo operativo nel collegamento con il previsto Ospedale di Comunità di Introbio.
La Casa di Comunità deve rappresentare anche l’occasione per restituire al territorio una forma di presidio e risposta alle persone con problematiche psichiche e alle loro famiglie, integrando le prestazioni specialistiche con lo sviluppo di pratiche di comunità come previsto dal “Protocollo di intesa fra Distretto di Lecco (Ambiti di Bellano, Lecco e Merate) e Asst di Lecco per la promozione della salute mentale”.

CdC area Lago da prevedersi a Bellano in luogo centrale e diverso dall’attuale Ospedale, per rispettare le finalità proprie indicate dalla normativa che attribuisce alle CdC una funzione più ampia rispetto alle sole prestazioni specialistiche in considerazione delle caratteristiche geografiche del territorio, della sua peculiare conformazione tra lago e montagna, delle sue caratteristiche socioeconomiche va considerata l’esigenza di decentramento di alcuni servizi, partendo dalle opportunità di strutture esistenti, prevedendo eventualmente l’attivazione di sedi “decentrate” che si occupino di tematiche specifiche.
Importante un’attenzione all’area del materno infantile/minorile che vede una scarsa presenza di servizi nel territorio e l’utilità di un punto di riferimento competente che sostenga le responsabilità familiari e genitoriali in dialogo con le diverse proposte delle scuole e dei servizi per i minori, le politiche di conciliazione, con i Consultori, con i Pediatri, anche come evoluzione del progetto Family Care.
Un’attenzione specifica dovrà, inoltre, essere dedicata alle fragilità, considerato l’alto tasso di invecchiamento del territorio che comporta l’aumento dei bisogni di assistenza della popolazione anziana, valorizzando anche la rete delle RSA presenti e molto radicate nel territorio, che possono rappresentare un presidio di supporto e attenzione non solo alle persone ospitate promuovendo servizi a supporto della domiciliarità e di prossimità.
Forme “aperte” alla comunità, servizio di refezione e di incontro relazionale, servizi a domicilio nella direzione dei Centri Multiservizio indicata dalla DGR 116/2013. Analogo approccio dovrà essere dedicato alla disabilità, riconoscendo e sostenendo il ruolo delle realtà sociosanitarie e sociali presenti che rappresentano un punto di riferimento certo per le famiglie. I Servizi, le sperimentazioni e innovazioni avviate e progettate vanno collegate allo sviluppo della CdC per garantire un reale presidio dei bisogni e favorire la permanenza delle persone fragili nel territorio di appartenenza.

AMBITO DI LECCO
L’Ambito di Lecco, dal 2017, ha strutturato la propria offerta di servizi per Poli Territoriali omogenei per posizione geografica e per popolazione (ca. 30.000 ab.), avvalendosi dell’Impresa Sociale Consorzio Girasole, costituita da Comuni, Cooperazione sociale e Associazionismo nella logica dello sviluppo di un welfare partecipato e condiviso.
La riorganizzazione dei Servizi su base locale ha inteso costituire un livello di sintesi e coesione che facilita l’avvio di Case di Comunità secondo un modello collaborativo, valorizzando anche le azioni dei punti salute e della custodia sociale.
L’Ambito segnala la necessità di accompagnare l’attenzione alla fragilità adulta e alla cronicità, con un lavoro specifico sull’area del materno/infantile /minorile, con sperimentazione di modelli consultoriali aperti, Centri per le Famiglie (come forme di Case di Comunità tematiche) con presenza di aggregazione di PDL/MMG, referenti dei servizi territoriali per la prima infanzia, consulenza pedagogica ed educativa, servizi consultoriali, sede territoriale del Servizio Tutela e Legami familiari.

Polo Valle San Martino (n.8 Comuni ca. 33.000 ab.) – Casa di Comunità a Calolziocorte. Servizi per la cronicità e la non autosufficienza, ambulatori prestazioni specialistiche, aggregazione dei MMG.; Polo di Comunità del materno-infantile-minorile a Olginate, palazzina via Cantù con adeguamenti necessari.
Polo Brianza Est (n.8 Comuni ca. 30.000 abitanti) e Polo Brianza Ovest (n. 9 Comuni ca. 28.000 abitanti) Casa di Comunità a Oggiono. Servizi per la cronicità e la non autosufficienza, ambulatori prestazioni specialistiche, aggregazione dei MMG. Localizzazione palazzina poliambulatori ASST di Oggiono; Polo di Comunità del materno-infantile-minorile a Costa Masnaga Palazzina via Papa Giovanni XXIII con adeguamenti necessari.
Polo Lago (n. 5 Comuni ca. 23.000 abitanti) – Polo di Comunità del materno-infantile-minorile a Valmadrera in struttura da definirsi con il Comune.
Polo Lecco (città di Lecco ca. 48.000 abitanti) – Casa di Comunità. Servizi per la cronicità e la non autosufficienza, ambulatori prestazioni specialistiche, aggregazione dei MMG. Localizzazione individuabile, secondo valutazione congiunta con ATS, tra la scuola E. De Amicis e scuola T. Grossi. – Polo di Comunità del materno-infantile-minorile Presidio da articolarsi fra il Centro Famiglie di via Frà Galdino (Pescarenico di Lecco) che sta sperimentando interventi in collaborazione con Dipartimento materno infantile dell’ASST e Consultorio, e altri spazi comunali nello stesso quartiere.

AMBITO DI MERATE
Il Comitato d’Ambito e l’Assemblea distrettuale di Merate ritengono coerente la scelta di tre Case di Comunità, una a Merate una a Casatenovo e una Olgiate, Comuni a che rappresentano i poli aggregativi dell’offerta di servizi ai cittadini.
Oltre ai due Comuni di maggiori dimensioni intorno ai quali si sono sviluppate, nel tempo, reti di offerta sociale e socioassistenziale che corrispondono ad un disegno territoriale unitario, sostenuto dalla scelta di individuare nell’Azienda Speciale Retesalute il soggetto unitario di riferimento per l’organizzazione dei servizi, è infatti presente un’area territoriale con caratteristiche proprie, riconducibile ai Comuni di Olgiate Molgora, Airuno, Brivio, Calco, La Valletta Brianza, Santa Maria Hoè geograficamente collocata fra l’area meratese e l’area olginatese, che ha tutte le caratteristiche per poter avviare una Casa di Comunità anche a partire dalle intese e collaborazioni sviluppate per anni in previsione del PreSST previsto a Olgiate Molgora.
Il territorio meratese vede la presenza di una rete diffusa di unità d’offerta dell’area sociale e sociosanitaria in tutti i settori, dalla prima infanzia agli anziani, dai minori alla disabilità. Sono presenti servizi importanti anche nell’area della salute mentale.
Buona parte di queste realtà sia pubbliche che private sono caratterizzate da un forte legame con il territorio e la comunità, rappresentano un riferimento forte e significativo per i cittadini, lavorano in relazione con i Comuni e con l’Azienda Speciale. Accanto a questi interventi professionali si accompagna una ricca rete associativa che ha spesso significativamente e sostenuto le politiche sociali, basti pensare ai temi delle donne vittime di violenza, dei migranti, ma anche dei minori, anziani e disabili. Tutte queste realtà, insieme alle aggregazioni dei MMG, rappresentano un patrimonio e una piattaforma sulla quale innestare un reale processo di integrazione sociosanitaria, a partire da un lavoro di confronto, approfondimento, condivisione di obiettivi e proposte.
Come per gli altri due Ambiti del Distretto il tema del materno infantile/minorile sollecita fortemente il territorio e richiede, nella logica già richiamata, un investimento innovativo verso Centri per le Famiglie/Case di Comunità dedicate ripensando le funzioni dei due consultori familiari presenti nel meratese.

RedSal

 

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