SERVIZIO IDRICO INTEGRATO:
UN FUTURO DI EFFICIENTAMENTO IMPIANTI E RIDUZIONE DEI COSTI

LECCO – La necessità di maggiori investimenti nel Servizio idrico integrato anche nella provincia di Lecco, il ruolo sempre più manageriale delle aziende che lo gestiscono, l’urgenza di ridurre i costi energetici degli impianti non solo in termini economici, ma anche ambientali. Il tutto con un obiettivo chiaro: assicurare ai cittadini un servizio di qualità, mantenendo una ‘tariffa dell’acqua’ calmierata in un periodo delicato come quello che stiamo vivendo.

Convegno Lecco

Sono questi i principali temi toccati all’interno del convegno “La conformità gestionale, finanziaria del soggetto gestore d’ambito in rapporto al piano di investimenti e alla qualità della gestione del servizio”,  organizzato nei giorni scorsi nell’aula magna dell’Ateneo lecchese da Idroservice S.r.l., Idrolario S.r.l., Lario reti holding S.p.A., in collaborazione con Federutility, Confservizi Cispel Lombardia, Ato di Lecco e Polo Territoriale Politecnico di Milano.

Ad aprire i lavori Carlo Signorelli, assessore all’Ambiente della Provincia di Lecco, e Giovanni Bordoni, Presidente Confservizi Cispel Lombardia. Al tavolo dei relatori: Mario Nova, Direttore Generale Assessorato Ambiente Energia e Sviluppo sostenibile Regione, Virginio Brivio, Presidente Ufficio d’Ambito di Lecco, Claudio Cosentino Direttore Area Idrico Ambientale Federutility, Eleonora Bettenzoli per AEEGSI (Autorità per l’Energia elettrica e il gas e il sistema idrico), Mario Calzoni e Riccardo Gori in qualità di esperti rispettivamente su direttiva appalti europei ed efficientamento energeticoModeratore del convegno il nuovo direttore di Confservizi Cispel Lombardia Giuseppe Viola.

“A fronte di una situazione critica come quella di Lecco (ma che si riscontra ancora in molte realtà italiane) con troppi depuratori che non funzionano, oltre alle perdite di rete  – denuncia  Virginio Brivio – ci troviamo a fare i conti con la mancanza di fondi.  Abbiamo dovuto rimodulare il Piano degli investimenti del l’ATO del 2010 (che prevedeva 335 milioni di euro per 30 anni) del 46%. E lo stesso è stato confermato anche per il quadriennio 2014 – 2017. Servono depuratori migliori e più grandi! Per  far questo occorrerà efficientare maggiormente gli impianti (e qui una sfida è stata lanciata anche al Politecnico) e allo stesso tempo avere la capacità di avere finanziamenti aggiuntivi rispetto a quelli regionali”.

Convegno Lecco Viola-Brivio_Nova

A porre l’accento sulla natura industriale del Servizio idrico integrato è stato Claudio Cosentino che attraverso una panoramica sulla situazione degli investimenti in Italia e all’estero (in Italia in media si investono 30 euro/abitane servito, contro una media di 80euro in Europa) ha ribadito la necessità di “minimizzare i costi e ottimizzare il servizio”.

In nome del principio che chi inquina paga, Eleonora Bettenzoli che sta lavorando alla raccolta dati (Data –Warehause) per la creazione di indicatori di efficienza e medie di settore, ha ribadito come l’orientamento dell’Autorità è verso “Una regolazione che promuova l’efficienza dell’erogazione del servizio”*.

E che ridurre i costi, anche in modo molto consistente e in tempi brevi, sia possibile lo ha dimostrato la ricerca dell’Università degli studi di Firenze presentata da Riccardo Gori: “Una migliore manutenzione e pulizia su un impianto che serve 3500 ab/equivalenti ha permesso di risparmiare circa 4.500,00 euro in un solo anno di costi energetici. Su un impianto da 600.000 ab/equivalenti invece l’efficientamento ha portato ad un risparmio annuo di 75.000 euro”.

“Questo convegno è solo l’inizio di una riflessione che abbiamo aperto sul settore – chiosa Giuseppe Viola – La dimostrazione di quanto, ora più che mai, sia necessario affrontare in maniera multidisciplinare un tema tanto importante come quello della qualità del servizio idrico integrato sempre avendo ben chiaro un obiettivo: attivare tutte le azioni possibili per garantire un servizio efficiente al cittadino a costi calmierati”.

 

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