SGAMBETTO AI POMPIERI:
LA POLITICA COLPISCE ANCORA
E STRONCA LA NUOVA CASERMA

LECCO –.Sgambetto ai Vigili del Fuoco. Il Parco Adda Nord torna sui suoi passi e stronca la realizzazione della nuova caserma nell’area del Bione. Amarezza tra i pompieri lecchesi: “Diteci a chi diamo fastidio“.
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Chissà quanti bambini lecchesi avranno chiesto a Babbo Natale un camion dei pompieri, e quanti incendi immaginari avranno potuto spegnere dopo aver scartato il pacco deposto nella notte magica sotto l’albero. A tanta innocente gioia corrisponde altrettanta sconsolata incomprensione nella testa dei loro eroi, quei Vigili del Fuoco che tanto rispetto e ammirazione riscuotono ogni giorno da tutta la popolazione.

Un valore e una professionalità che nessuno ha mai osato mettere in dubbio, ma c’è sempre un’eccezione che conferma la regola. E Lecco è il caso. Ancora una volta la politica si  è opposta alla realizzazione dell’agognata caserma, attesa da decenni ma ostacolata da ogni parte e, a quanto pare, ad ogni livello.

Del 23 dicembre la decisione del Parco Adda Nord di affossare l’idea di una caserma costruita ex novo nell’area in riva al lago in zona Bione, a questo esclusivo scopo riservata dal demanio, in quello spazio già reso disponibile alle giostre ed ora adibito a centro di accoglienza per i richiedenti asilo.

Quella del Parco è una decisione che pesa come un macigno sul futuro del Comando provinciale dei Vigili del fuoco, e di conseguenza sulla poolazione che questi uomini assistono quotidianamente. Si tratta infatti di un ripensamento, un tornare sui propri passi dopo la piena approvazione al progetto rilasciata non molti anni fa.

striscione pompieriChiediamo rispetto gridano a gran voce i rappresentanti sindacali dei pompieri lecchesi. Orazio Secchi (USB) e Giorgio Stucchi (UIL) esprimono a nome di tutti i loro colleghi il disagio di dover sottostare a una volontà politica bipartisan che pare, nemmeno troppo velatamente, non impegnarsi se non per ostacolare lo svolgimento del loro lavoro. Il Comando ha il denaro per costruirsi la caserma, ha lo spazio, il progetto, e nel cassetto ci sono pure i risultati dei carotaggi effettuati nel sottosuolo del piazzale che già permettono di stimare i costi -non alti- della necessaria bonifica. La ferma opposizione delle diverse amministrazioni non sembra dunque avere una motivazione comprensibile.

Lecco resta l’unica provincia d’Italia ad avere un Comando diviso su due stabili distanti oltre 2 km, e se per il reparto amministrativo l’urgenza è forse meno impellente, per quanto riguarda il reparto operativo la nostra città è in ritardo di decenni. L’edificio attuale è del 1955, fortunatamente è tenuto bene ma è fuori da ogni standard di sicurezza ed efficienza richiesto.

Non abbiamo mai fatto mancare la nostra assistenza alla popolazione, e mai la faremo mancare. Il sorriso sui volti dei cittadini ad ogni nostro intervento ci ripaga di ogni fatica e sacrificio. Ciò che non possiamo più accettare è questo susseguirsi di ostacoli, pretendiamo solo il rispetto che il nostro Corpo merita, e lo chiediamo a chi non ce ne dà: la politica“.

Cesare Canepari

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