SI NAVIGA SUL CARTONE
CON I FUTURI YACHT DESIGNER
DEL POLITECNICO DI MILANO

studenti del MYD con le imbarcazioni prima del varoLECCO – Gli studenti del Master in Yacht Design del Politecnico di Milano hanno trascorso la giornata conclusiva del corso specialistico tra le acque lecchesi, ospitati – come da tradizione – dalla Società Canottieri.  L’attività conclusiva di quest’anno prevedeva un inconsueto esercizio di progettazione, prototipazione e test in acqua.

Quattro team di giovani yacht designer hanno infatti dovuto realizzare un‘imbarcazione in cartone, con pochi elementi a disposizione. Nello specifico: 10 mq di cartone in fogli a doppia onda, nastro adesivo, pellicola estensibile in pvc e due manici di scopa in legno, con la facoltà di predisporre remi come sistema di propulsione per compiere un percorso cronometrato di un quarto di miglio all’interno delle acque della darsena del club. Un compito non semplice, con interessanti risvolti dal punto di vista tecnico-progettuale e di forte valore sul piano relazionale.

attività di costruzione delle imbarcazioniIl potere aggregativo e di divertimento dell’attività non ha impedito di fare dell’iniziativa un’occasione di valutazione del conseguimento di alcuni obiettivi formativi del percorso specialistico e della capacità di mettere in pratica strumenti e conoscenze acquisite durante il corso. Nel corso della giornata sono infatti emersi elementi importanti quali la capacità degli studenti di utilizzare in modo strategico le variabili e i vincoli progettuali, lo sfruttamento dei principi di funzionamento strutturale applicati alla realizzazione di un oggetto con materiali poveri, le attitudini relative alla organizzazione della produzione e la capacità di favorire i processi della creatività attraverso l’interazione di gruppo e la gestione dei conflitti.

attività di costruzione delle imbarcazioni2Nonostante i manufatti richiesti fossero dei rudimentali gusci di cartone, gli studenti hanno affrontato la progettazione con la consapevolezza del ruolo e degli effetti che le diverse variabili in gioco avrebbero prodotto sui mezzi realizzati. Tra le richieste rivolte ai quattro team che si sono confrontati vi era infatti quella di giustificare tutte le scelte tecniche compiute, definendo e motivando le variabili idrostatiche e idrodinamiche delle imbarcazioni realizzate. Per ciascuna di queste dovevano pertanto essere definiti alcuni parametri e coefficienti significativi, quali i centri delle masse e di carena, i coefficienti prismatico e di blocco, il dislocamento complessivo e il tracciamento della linea di galleggiamento, utili a predire il comportamento dei mezzi una volta in acqua, in termini di stabilità ed efficienza. La capacità di utilizzare in modo appropriato questo tipo di conoscenze è del resto basilare per i futuri yacht designer che da settembre concluderanno il percorso formativo con lo svolgimento di un tirocinio curriculare presso studi o cantieri ubicati sia sul nostro territorio che all’estero.

studenti del MYD con le imbarcazioni dopo il varoSi consolida così sempre più il rapporto di collaborazione tra il Politecnico di Milano e la Società Canottieri che, grazie alla vicinanza del Polo territoriale di Lecco, ha permesso in questi anni di mettere in atto molteplici forme di connubio tra attività di formazione e ricerca e la pratica di diverse discipline sportive.

 

 

 

 

 

 

 

 

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