LECCO – È bufera sulla presenza di Stefano Simonetti, presidente di Acinque Energia, al gazebo della Lega contro il teleriscaldamento: è infatti la società Acinque Energy Greenway a gestire il progetto che interessa il centro cittadino.
Il PD cittadino ha sottolineato con parole dure l’apparente conflitto d’interessi e ha invocato le dimissioni del leghista dalla carica.
A difendere Simonetti è Daniele Butti, segretario provinciale del Carroccio: “Ancora una volta il Partito Democratico ed il suo Segretario dimostrano di non avere argomenti, se non quello di gettare fango contro persone perbene.
Questa volta il bersaglio è Stefano Simonetti, figura seria, competente e stimata da tutti, che viene trascinato in una polemica del tutto infondata e costruita ad arte per screditarlo”.
“I fatti veri, per i quali sarebbe bastata una telefonata per conoscerli, sono semplici e chiari: Simonetti, da semplice militante della Lega, si è recato la mattina a montare il gazebo, come ha sempre fatto da anni per il partito, convinto che si trattasse del consueto gazebo informativo.
Non ha volantinato, non ha firmato, non ha partecipato alla raccolta firme, alle ore 10 se ne è andato terminata la fase di preparazione del gazebo e dopo la consueta foto di rito. Simonetti è totalmente estraneo all’iniziativa politica.
L’unico errore, se così si può definire, è stato che nel comunicato diffuso successivamente sia stata inviata una fotografia in cui Simonetti compariva accanto al gazebo, e che tale immagine sia stata interpretata in modo strumentale come una sua adesione alla raccolta firme.
Nulla di più falso.
Si tratta di un attacco personale inaccettabile, volto solo a delegittimare un professionista serio e capace, che ha sempre dimostrato correttezza, competenza e rispetto istituzionale.
Nessuno – e sottolineo nessuno – può permettersi di mettere in discussione la sua integrità morale e professionale”.
“La Lega respinge con forza ogni tentativo di mistificazione e invita il PD ed il suo Segretario Provinciale a smetterla di inventare scandali dove non esistono.
I cittadini meritano verità e rispetto, non la solita propaganda tossica di chi ha perso ogni credibilità.
La Lega Salvini Premier ribadisce con forza la propria posizione: siamo e resteremo contrari a qualsiasi progetto o scelta industriale che possa danneggiare la città di Lecco e i suoi cittadini, e continueremo a difendere il territorio con serietà e trasparenza.
Ma non permetteremo mai che qualcuno cerchi di mettere a tacere le persone oneste con metodi fascisti, come quelli innescati oggi, gettando fango e discredito su una iniziativa politica legittima, usando solo menzogne. Stefano Simonetti è totalmente estraneo ai fatti”.
Butti conclude con una precisazione sul piano societario: “Acinque Energia S.r.l., di cui Simonetti è presidente, si occupa della vendita di energia e gas, ed è realtà distinta da Acinque Energy Greenway S.r.l., che gestisce il progetto del teleriscaldamento.
Confondere le due cose per alimentare una polemica politica significa solo dimostrare superficialità e malafede, se non è stata confusa invece, solo ignoranza”.
A stretto giro è giunta la replica di Fausto Crimella, segretario PD Città di Lecco: “Nessun agguato, nessuna strumentalizzazione, nessun “metodo fascista”: la reazione dei salviniani è del tutto spropositata. Quella che si è consumata sabato è semplicemente la cronaca di un clamoroso autogol politico firmato Carlo Piazza e Lega.
Invece di riconoscere l’errore, si è preferito alzare un polverone e spostare l’attenzione, tirando in mezzo persone e soggetti che non c’entrano nulla. Il Partito Democratico non ha mai messo in discussione la libertà di militanza di alcun cittadino, nemmeno del presidente Simonetti: ma è evidente a chiunque la grande incoerenza e la totale incompatibilità tra il suo ruolo istituzionale (Presidente di Acinque Energia) e la partecipazione a un gazebo di raccolta firme contro il progetto della società di cui lui stesso fa parte (Acinque Energy Greenway, partecipata al 70% da Acinque), con tanto di manifesti e volantini in bella vista e a favore di macchina fotografica”.
“La Lega, anziché rispondere con toni piccati o riferirsi alla presenza di Simonetti come – con una semi citazione – “al gazebo a sua insaputa”, dovrebbe fare azioni concrete: se il partito ritiene che il progetto di teleriscaldamento sia così sbagliato, perché non avvia la raccolta firme per un referendum consultivo provinciale (art. 15 dello Statuto della Provincia di Lecco), invece di continuare una sterile polemica che non incide in alcun modo sul processo autorizzativo, gestito dalla Provincia presieduta proprio da un suo esponente? O perché non impugna la delibera al TAR?
E infine, la domanda resta la stessa: il presidente Simonetti è a favore o contro il progetto del teleriscaldamento di Acinque e del futuro polo del calore del Caleotto?”
“Non serve una guerra di parole – ha concluso Crimella – : bastano due righe, chiare e pubbliche, per dissipare ogni equivoco. Ogni minuto di silenzio, invece, non fa che aumentare l’imbarazzo e rendere più evidente ciò che per molti è ormai una conclusione logica: le dimissioni sono l’unico atto coerente“.
