STORIE DELLA LINGUA ITALIANA:
PAROLA DI ROMANO DOC

ad-hoc-e doc[…] “Ah rosicone!” così si può essere apostrofati da un romano doc (o ad hoc?), questo il dilemma della scorsa settimana nel numero della rubrica relativo al detto ‘Chi non risica, non rosica’.

Un dottore romano ci dà dei rosiconi e noi che facciamo? Nulla. Oggi vi proponiamo un pezzo ad hoc sul perché dar retta al doc.

Il doc ci ha proposto una seduta chirurgica per la distensione delle rughe, ci vedrà troppo decrepite? Il doc ci consiglia il patteggiamento ai fini di incorrere in una pena pecuniaria. Forse avremmo dovuto fermarci al terzo grappino. Il doc ci richiede una deposizione ai fini di istituire i confini per il cappotto al primo piano: inverni freddi e estati roventi mood off. Il doc sta traducendo l’ultima puntata di The big bang theory per l’ennesimo sito pirata. Thank God non dobbiamo spararcelo in lingua originale senza sottotitoli.

Insomma abbiamo molti doc – abbreviazione di dottore in lingua inglese – e per dottore intendiamo una persona che ha conseguito il diploma di laurea: ingegneri, chirurghi, sociologi, laureati in lingue, antropologi, matematici.

Il dottore romano ci ha dato dei cafoni? Forse l’etica del lavoro se l’è messa da parte. Non è un dottore romano ad averci parlato, ma un romano ad hoc, prendendo in prestito la locuzione dal latino, ci si riferisce a qualcosa fatto appositamente, appropriato, adatto al caso.

Di conseguenza nulla è più appropriato di un romano per farci capire l’indole del rosicone, solo a Roma sanno rosicare efficacemente: rosicare è segno distintivo dell’essere romani. Ora, pensando a Roma non ci verranno più in mente il Colosseo, i bucatini cacio e pepe e la fontana di Trevi; bensì un esercito di rosiconi invidiosi.

Nemmeno questa ovviamente è la risposta corretta: “Ah rosicone” è un’espressione tipica dei romani DOC (di origine controllata), seppur questa sigla si riferisca solitamente al mercato vinicolo o alimentare, è altresì efficace per intendere qualcosa di tipico, genuino e “puro” nella sua specificità.

Martina Panzeri

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