STORIE DELLA LINGUA ITALIANA
QUI QUO QUA, ZIO PAPERONE,
E IL QUI PRO QUO NATALIZIO

Topolino_e_la_magia_del_NataleLECCO – È l’Antivigilia di Natale e Qui Quo e Qua, traendo le somme dell’anno appena trascorso, si rendono conto che le loro mascalzonate potrebbero inibirgli la benevolenza di Babbo Natale e pregiudicare la consegna dei loro regali, perciò decidono di passare le feste natalizie dal prozio Paperon de’ Paperoni, sperando di guadagnarsi il suo lasciapassare per Babbo Natale oppure perché no, dei regali da parte dello zio stesso.

Purtroppo si sa, Paperone è ben noto per la sua avidità e i poveri paperi dovranno contendersi la sua scarsa generosità in una gara estenuante indetta dal prozio. Paperone, che per questo Natale si è visto costretto ad invitare parenti e amici nella sua dimora, tra cui i cugini di Topolinia, teme di dover così sperperare il proprio patrimonio inutilmente, quindi decide di indire una competizione ad eliminazione diretta tra i tre piccoli teppisti.

Le prove saranno molteplici, logica, calcolo e studio, peggiori nemiche dei tre scansafatiche, ma la gara verterà inoltre su prove di abilità per fronteggiarsi amabilmente. Si prospettano due giorni di fatiche e competizione, con un unico ideale: aggiudicarsi la benedizione per il regalo.

Tabellina del sette, prova del nove e problemi di algebra compromettono il povero Qui per la vittoria. I restanti paperi si sfidano a colpi di salto agli ostacoli, cavallina e trapezio. Parità. Il verdetto sembra lontano e la giornata giunge al termine, non resta che dormire e attendere le sfide del giorno successivo. Mentre Qui gioca con gli amichetti Tip e Tap, i suoi fratelli fremono dall’entusiasmo per l’aggiudicarsi il tanto agognato regalo natalizio.

La colazione con le capitali geografiche segna l’ennesimo pareggio e la situazione non migliora nemmeno con la coniugazione dei verbi. Quo inizia a perdere i colpi e, durante la sessione di piegamenti delle tavole periodiche perde, lasciando la vittoria in tasca al fratello Qua.

Mancano poche ore alla mezzanotte e Qua è in fremito per l’arrivo di Babbo Natale, che, nonostante il suo cattivo temperamento annuale, gli consegnerà comunque il presente su suggerimento dello zio. Ovviamente la vittoria implica anche un “bel regalo”, così aveva precisato Paperon de’ Paperoni, da parte sua, ma considerata la sua avidità, questi decide di scrivere a Babbo Natale quanto segue:

“Caro Babbo Natale,

come ben sai i miei nipotini Tip e Tap non si sono comportati benissimo durante l’anno, ma si sentono in colpa per questo e provvederanno a migliorarsi per il prossimo anno, quindi ti invito a perdonarli e dare loro comunque un dono per Natale.

Con la presente ti invito inoltre a ricordarti anche della mia Gentile persona, considerato il mio atteggiamento impeccabile, credo di meritare anch’io un presente.

In fede,

Paperon de’ Paperoni”

Purtroppo Paperone commise un errore madornale nella lettera, scrivendo il nome dei nipotini di Topolino al posto dei propri e il qui pro quo precluse a Qui, Quo e Qua la possibilità di convivere con un lieto Natale.

……

Come ben saprete però, Babbo Natale è buono e sa che, nonostante le marachelle dei piccoli paperi, questi si meritano comunque una sorpresa, così, nonostante la mancata lettera di raccomandazione dello zio, inoltrò ugualmente tre splendidi regali ai fratelli paperi. Solo uno non ricevette nessun regalo. L’avarizia infatti non rientra nei comportamenti raccomandati e pregiudicò Paperone dal ricevere il proprio regalo.

Un qui pro quo, locuzione utilizzata col significato di “equivoco”, non potrà fermare Babbo Natale, ma l’avarizia sì.

Martina Panzeri   

 

 

 

 

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