SUL TERMOVALORIZZATORE
LA CRIPPA NON CI STA
E ANNUNCIA UNO STUDIO

donatella crippa cesanaVALMADRERA – Si difende da quelli che ha vissuto come attacchi personali sulla vicenda delle analisi epidemiologiche delle emissioni del termovalorizzatore di Valmadrera il sindaco Donatella Crippa. “Sono molto amareggiata perché si danno notizie ingannevoli, veicolate da titoli fuorvianti, da cui le persone traggono una consapevolezza di quello che succede molto errata”.

Il riferimento è alla denuncia del Comitato rifiuti zero, di cui vi abbiamo dato conto, il quale ha aspramente criticato la scelta dell’assemblea dei Comuni soci di Silea Spa di stralciare dall’atto di indirizzo votato il 13 giugno dal consiglio comunale di Lecco – socio di maggioranza di Silea – la parte relativa allo studio epidemiologico proposto dal consigliere di Appello per Lecco Ivano Donato e dall’esponente del Movimento 5 stelle Massimo Riva.

“Gli studi non sono stati bocciati da nessun Comune all’interno di Silea, ma sono stati proposti emendamenti al documento con le linee di indirizzo di Silea già votato da Lecco” replica Crippa. “I sindaci – prosegue il primo cittadino valmadrerese – hanno la responsabilità della salute dei propri cittadini. Vogliamo solo il loro bene. Appena eletta sindaco avevo convocato l’Asl per discutere dello studio ma allora non ce ne erano le possibilità. Con la nuova Ats della Brianza le cose sono cambiate”.

forno-inceneritoreSecondo quanto dichiarato da Donatella Crippa, l’assemblea del 7 luglio non si sarebbe espressa contro i test, piuttosto avrebbe preso tempo per rivolgersi ad un ente adeguatamente preparato: “Noi sindaci non abbiamo la competenza per decidere di avviare uno studio piuttosto che un altro. La proposta presente nell’atto di indirizzo votata dal consiglio comunale di Lecco era troppo specifica ed era fuorviante, perché in quel modo erano i sindaci a disporre delle analisi, mentre i primi cittadini dovrebbero limitarsi a dare mandato ad Ats”.

Per chiudere la propria “arringa” Donatella Crippa annuncia infine che in realtà uno studio già è in itinere: “Le procedure sono partite il 9 di maggio quando i sindaci dei Comuni limitrofi si sono riuniti assieme agli esperti di Ats e al comitato tecnico di Silea. In quell’occasione abbiamo discusso un protocollo e creato un comitato composto da rappresentanti per ognuno dei tre soggetti (Comuni, Silea e Ats). Il 6 giugno è stata mandata una lettera con cui si chiedeva l’autorizzazione a partire con lo studio, e poi una richiesta ai Comuni che hanno aderito al progetto per raccogliere i dati anagrafici delle popolazioni interessate relative a mortalità, incidenza di tumori e altre voci necessarie allo studio, che interesserà un periodo compreso tra il 1995 e il 2015”.

ivano donatoSebbene il sindaco ritenga di non dover rispondere “né a comitati né a nessun altro ma solo alla popolazione di Valmadrera”, alcune domande sorgono spontanee: innanzitutto perché stralciare proprio il progetto presentato dai consiglieri lecchesi Massimo Riva e Ivano Donato. Non si ponevano grossi dubbi sulla competenza, dal momento che il rappresentante di Appello per Lecco oltre ad essere medico, si interessa da molti anni alla questione anche per via dei ruoli istituzionali che ha ricoperto. Si sarebbe poi sopperito ad una grave mancanza che ha caratterizzato il nostro territorio: in 35 anni nessuno studio epidemiologico ha indagato quello che respira chi vive nei pressi del termovalorizzatore, dunque uno studio ulteriore e diverso da quello già commissionato dal gruppo ristretto dei Comuni non sarebbe certo stato dannoso.

Infine una questione di merito: come spiegava Ivano Donato illustrando a Palazzo Bovara la propria proposta, “lo studio dovrà riguardare l’incidenza di patologie tumorali, cardiovascolari e neurodegenerative, non però con l’approccio proposto da Silea – molto simile a quello illustrato da Crippa –. La partecipata infatti aveva ipotizzato uno studio retrospettivo che si sarebbe focalizzato sulla casistica, facendo un’analisi delle malattie sopra elencate su un periodo di molti anni (1995-2015 ad esempio – Ndr). Il problema è proprio questo presupposto: il nostro territorio è esposto da 35 anni alle emissioni del termovalorizzatore e di conseguenza non sarebbe indicativo uno studio retrospettivo”. Insomma indagare l’incidenza dei tumori o di altre patologie dal 1995 al 2015 non offre indicazione su eventuali responsabilità del termovalorizzatore perché l’impianto è attivo da molto prima del 1995.

Manuela Valsecchi

 

 

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