SULLE STRADE DI LECCO,
RUBRICA DI TOPONOMASTICA:
LA SALITA DEI BRAVI

Nome della via: Salita dei Bravi.salita-dei-bravi-cartina

Rione e posizione della via: Acquate, strada che collega viale Montegrappa a via Renzo Tramaglino.

LECCO – Una delle grandi della nostra cittadina è sicuramente legata ad Alessandro Manzoni ed al suo romanzo. Personaggi e luoghi descritti dal “Don Lisander” compaiono come toponimi indicanti i riferimenti in cui il romanziere ha inscenato alcuni degli avvenimenti del suo racconto. Per il XXIV episodio della nostra rubrica ‘Sulle Strade di Lecco’ tratteremo forse del più famoso di questi spazi: la Salita dei Bravi.

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«Per una di queste stradicciole, tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell’anno 1628, don Abbondio, curato d’una delle terre accennate di sopra […]. Diceva tranquillamente il suo ufizio […], giunse a una voltata della stradetta, dov’era solito d’alzar sempre gli occhi dal libro, e di guardarsi dinanzi: e così fece anche quel giorno. Dopo la voltata, la strada correva diritta, forse un sessanta passi, e poi si divideva in due viottole, a foggia d’un ipsilon: quella a destra saliva verso il monte, e menava alla cura: l’altra scendeva nella valle fino a un torrente; e da questa parte il muro non arrivava che all’anche del passeggiero. I muri interni delle due viottole, in vece di riunirsi ad angolo, terminavano in un tabernacolo, […]. Il curato, voltata la stradetta, e dirizzando, com’era solito, lo sguardo al tabernacolo, vide una cosa che non s’aspettava, e che non avrebbe voluto vedere. Due uomini stavano, l’uno dirimpetto all’altro, al confluente, per dir così, delle due viottole: un di costoro, a cavalcioni sul muricciolo basso, con una gamba spenzolata al di fuori, e l’altro piede posato sul terreno della strada; il compagno, in piedi, appoggiato al muro, con le braccia incrociate sul petto. L’abito, il portamento, e quello che, dal luogo ov’era giunto il curato, si poteva distinguer dell’aspetto, […] a prima vista si davano a conoscere per individui della specie de’ bravi.» (A. Manzoni, I Promessi Sposi. Capitolo I).

salita-dei-bravi-copertinaQuello che abbiamo riportato è il passo in cui don Abbondio sta per trovarsi faccia a faccia con i due bravi che lo minacceranno di prendere provvedimenti, nel caso egli decidesse di sposare Renzo e Lucia.

Anche sulla Salita dei Bravi, che la toponomastica ha collocato qui, come per molti altri luoghi dei Promessi Sposi, c’è qualche piccola incongruenza e qualche discussione sulla dislocazione. La cappelletta descritta dal Manzoni nello stesso passo è a circa duecento metri di distanza, all’inizio della strada che sale a Versasio. Ciò non toglie che per i lecchesi questi luoghi e questi nomi siano un riferimento importante che li identifica in pieno come i successori degli abitanti di “quelle terre” tanto care al grande romanziere.

A.G.

 

 

 

 

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