‘SULLE STRADE DI LECCO’,
RUBRICA DI TOPONOMASTICA:
VIALE GIACOMO BRODOLINI

VIALE GIACOMO BRODOLINI CARTINANome della via: Viale Giacomo Brodolini.

Rione e posizione della via: Chiuso, zona Rivabella, collega viale don Giovanni Ticozzi a corso Bergamo.

LECCO – Il 45esimo episodio della nostra rubrica ‘Sulle strade di Lecco’ è dedicato ad un personaggio dell’Italia del Novecento: Giacomo Brodolini.

Nato a Recanati il 19 luglio del 1920, compì in Sardegna la sua formazione che lo condusse ad unirsi al Partito d’Azione nel 1946, grazie alle sue amicizie con gli ambienti dell’antifascismo come Emilio Lussu. Dopo la laurea in Lettere divenne dirigente del partito per le Marche.

Con lo scioglimento del Partito d’Azione, nel ’47, restò fedele all’area socialista e, nel 1948, entrò a far parte del Psi e lavorò fianco a fianco all’amico Lussu come funzionario specializzato nelle tematiche sindacali, diventando segretario provinciale ad Ancona sempre nel ’48.

GIACOMO BRODOLINIVerso la fine del 1950 fu chiamato a Roma dove fu eletto segretario nazionale di Fillea (il sindacato dei lavoratori del legno della Cgil) e quindi divenne membro del comitato direttivo del sindacato nel ’51. Rimarrà segretario di Fillea fino al ’55 quando sarà chiamato a ricoprire la carica di vicesegretario nazionale per la Cgil.

Nel 1953 venne eletto per la prima volta alla Camera dei deputati e da qui, Brodolini, decise di passare all’attività del partito diventando vicesegretario del Psi tra il 1963 e il 1966 quando, a seguito della riunificazione dei due partiti socialisti fu eletto segretario della coalizione. Fu infine ministro del lavoro nel governo di Mariano Rumor, tra il 1968 e il 1969.

Giacomo Brodolini morirà l’11 luglio del 1969, ma il suo impegno politico per la classe lavoratrice sarà la base dell’impegno sindacale del secondo dopoguerra; il suo statuto dei lavoratori, preparato nei giorni precedenti alla sua morte sarà approvato l’anno seguente e rimane ancora oggi il documento fondamentale che regolamenta la vita degli operai.

A. G.

 

 

 

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