TELENOVELA CALCIO LECCO:
MEREGALLI LE PROVA TUTTE,
MA IL CAOS REGNA SOVRANO

sandro-meregalliLECCO – Si tratta forse del momento peggiore della storia per la Calcio Lecco, vicina al fallimento e con una squadra decisamente non all’altezza che si trova nei bassifondi della classifica di serie D girone B, con sei punti in nove partite e arriva da tre sconfitte consecutive. I tifosi si stanno allontanando sempre più e serve un improvviso cambio di rotta per ripartire. Sandro Meregalli l’ha promesso nei giorni scorsi con un criptico comunicato in cui si legge che “ha avviato una verifica interna volta ad accertare l’effettiva situazione economica finanziaria della società ed ottenere pareri per indirizzare in modo più proficuo l’azione amministrativa verso il raggiungimento degli obiettivi aziendali di rafforzamento della squadra e rilancio dell’intero settore tecnico”. La verifica sarà finalizzata “a verificare la sussistenza di eventuali responsabilità riferibili all’attuale situazione societaria ed i presupposti per azioni legali a tutela dell’onorabilità”.

In pratica il dirigente vorrebbe sapere chi in passato ha lasciato debiti in via don Pozzi e se può essere perseguito per vie legali proprio per questo motivo. Almeno è quello che sembra. “Da una prima analisi della documentazione amministrativa sembrerebbero sussistere garanzie e coobbligazioni prestate da soggetti terzi in favore della società mai adempiute o adempiute parzialmente – spiega quindi Meregalli dopo la verifica –. Nel caso in cui le circostanze dovessero trovare conferma nel prosieguo delle analisi avviate, ci riserviamo sin d’ora ogni più opportuna azione a tutela dei propri diritti nei confronti di eventuali soggetti garanti e coobbligati”.

L’azione dell’amministratore unico di via don Pozzi sembra l’ultima mossa disponibile di chi è ormai con le spalle al muro. La situazione al Rigamonti-Ceppi è sempre più burrascosa. E non è difficile che una volta sistemati i guai giudiziari torni in sella alla società il patron Daniele Bizzozero. Ma per questo c’è da aspettare ancora.

 

 

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