TERMINATO IL CANTIERE DELLA EX STAR-BLACK&DECKER. PER ORA, NEL FUTURO, ALCUNI MURALES

CIVATE – Si è chiuso il cantie20141105_111220re di decommissioning dell’ex Star-Black&Decker di Civate. Curato da Safond-Martini, in collaborazione con il Comune di Civate e con la Società di Ingegneria Tecno Habitat alla Direzione Lavori, l’opera di demolizione, durata 10 mesi, ha visto l’eliminazione di uno dei simboli della storia di Civate. Si è trattato però di una “morte dolce” come l’ha definita il sindaco Baldassarre Mauri, che ha omaggiato un commosso Rino dalle Rive, proprietario della Safond-Martini, con un attestato di ringraziamento per la ‘delicatezza’ dimostrata durante i lavori, condotti nel pieno rispetto dell’ambiente e della cittadinanza.
Una trasparenza sottolineata anche da Vittorio Addis, presidente di Tecno Habitat: «Quello della ex-Star Black&Decker è stato un intervento particolarmente complesso in quanto l’area si trova a ridosso del centro storico, su un collegamento viario importante. L’edificio aveva inoltre altezze e volumetrie tali da dover prevedere sistemi di protezione eccezionali ed enormi quantitativi di rifiuti pericolosi come il cemento-amianto.» ha commentato «Tuttavia la progettazione dettagliata, quasi chirurgica, unita a un costante rapporto con l’ASL, ha permesso lo svolgimento in totale sicurezza. Il ritardo di un mese è dovuto al coraggio e la correttezza di fermarsi, quando sono emerse problematiche in corso d’opera: non una carenza dell’impresa dunque, ma la volontà di non lasciar vincere la logica del ‘prima faccio, più guadagno’.»

20141105_114434L’intervento di decommissioning ha previsto infatti la rimozione di rifiuti pericolosi, la bonifica amianto, la bonifica industriale e lo smantellamento degli impianti, con lo smaltimento di circa 300 tonnellate di rifiuti pericolosi e oltre 200 tonnellate di rifiuti non pericolosi, la completa demolizione dei fabbricati per un volume complessivo di oltre 70.000 metri cubi, il recupero di oltre 18.000 tonnellate di rifiuti e la messa in sicurezza delle aree. Esclusi rischi di passività ambientale che potrebbero scoraggiare potenziali acquirenti dell’area che, secondo il PGT, dovrebbe avere come destinazione d’uso principale quella residenziale, integrata con destinazioni commerciali e ricettive. «Speriamo di trovare al più presto acquirenti interessati» ha affermato il sindaco «un mio desiderio personale, che spero di vedere realizzato nel mio mandato, secondo i limiti imposti dalla Spending Review, è che lo stabile dell’ex mensa resti di proprietà comunale anche nell’ottica di far diventare Civate un centro turistico di prima importanza.» Per ora l’ingegnere Bolognini e i ragazzi della Consulta hanno avanzato la proposta di realizzare dei murales per abbellire ‘temporaneamente’ gli spazi rimasti, organizzando una giornata con interventi di writers professionisti.

 

 

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