TRANSIBERIANA O FEZ-MARRAKESH
NON È PIÙ TEMPO PER LE ROTAIE.
TRENORD CEDE AL CALDO RECORD

Parodia Trenord 1LECCO – Simbolo della rivoluzione industriale, la locomotiva ha fatto la storia del XIX secolo accorciando incredibilmente le distanze. Attraverso la steppa siberiana o nel deserto del Sahara, scalando la cordigliera Andina o conquistano il west americano, la ferrovia pareva non potersi arrestare davanti a nulla.

Ebbene non è così. Sono bastate le calde temperature di questo mese di luglio a mandare in tilt i treni nostrani. E così da giorni Trenord attribuisce alle temperature inusuali – ma è estate, e se non piove fa caldo – le responsabilità delle continue soppressioni di convogli.

Anche questa sera infatti i pendolari lecchesi hanno avuto l’onore di vivere da testimoni diretti il tracollo di quel “mostro strano che l’uomo dominava con il pensiero e con la mano”, e così ai tranquillizzanti ritardi si sono aggiunti convogli ridotti e treni soppressi.

La colpa? Ai pendolari in più casi è stato risposto: “il caldo“. Nello specifico magari si tratta di condizionatori rotti? A questo punto non resta che aspettare la neve: col cappotto anche in carrozza ma almeno a casa ci si arriva.

Ah sì poi ci sarebbe anche quel problemino agli impianti che regolano la circolazione, ma in questa situazione pare quasi un dettaglio insignificante.

trenord caldo

 

 

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