TRE DICEMBRE (1981-2015),
GIORNATA PER LA DISABILITÀ
CONTRO I LIMITI ALLE LIBERTÀ

Disability-DayLECCO – Il 3 dicembre è un giorno particolare e, come ci insegna la storia, intriso di molteplici avvenimenti non sempre piacevoli da ricordare. A ventotto giorni dalla fine dell’anno, nel 1981, si istituì però la Giornata internazionale delle persone con disabilità, un’occasione per ricordare le condizioni di vita di milioni di persone e per ribadire la necessità di un impegno comune per garantire fondamentali diritti e combattere ogni forma di discriminazione e violenza, dall’ambiente scolastico a quello socio culturale e lavorativo. Da allora il 3 dicembre è divenuto un appuntamento di grande rilevanza sociale che si rivolge ad un pubblico ampio e variegato: non solo ai disabili ma anche alle loro famiglie, agli operatori, ai professionisti che operano nel sociale e alla gente comune sensibile alle tematiche connesse alla disabilità. Perché in questo straordinario mondo a volte ignorato, ci sono dei veri e propri Eroi.

Gerolamo-e-FabriQualcuno lo diventa per cause di natura famigliare, essendo parente, citiamo l’esempio assoluto del nostro territorio, Gerolamo Fontana (presidente UILDM Lecco), padre di Fabrizio, in rappresentanza di tutti i genitori che ogni giorno combattono per amore. Altri lo diventano per scelta volontaria, e qui si apre tutto un panorama di persone eccezionali che sostengono il mondo della disabilità con i gesti, le opere, le varie organizzazioni lucrative e didattiche. Ma la quotidianità di un diversamente abile non si facilita solo con una giornata “in memoria del problema”. Perché è già grave che si parli di “problema”.

Questa mattina il ministro dell’Istruzione ha detto che ci vorrà tempo perché il fatto della disabilità venga considerato e perché si abbattano barriere architettoniche e mentali. Tempo? E così si attende. Si attende tutto, dai finanziamenti ai docenti di sostegno preparati (e non incaricati “a ore”). L’edizione 2015 ha come tema centrale la “Questione dell’inclusione: accesso e empowerment per le persone con tutte le abilità”. Un buon titolo per una giornata che però si fa portavoce di questo tema dal 1993 anche in accordo con le Nazioni Unite e la Commissione Europea. Oggi anche a Lecco si sarebbero dovuti riunire docenti, cariche istituzionali, commissioni studentesche, imprenditori, così come avviene ormai da tempo a Torino, dove è anche nato il “Premio 3 dicembre”, una buona idea che lanciamo sul territorio, perché si gareggi contro i limiti che occludono la libertà, un diritto di tutti a 360°.

valentino di valmadrera sulla ciclabile a vercuragoMa è come se ci fosse paura attorno al tema. Chi non vive questa condizione si sente a disagio di fronte a un disabile e molto spesso non riesce a comprendere la dignità di queste persone, dimostrando spesso un pietismo appiccicoso e ipocrita. Manca l’educazione al diverso, manca spesso nelle famiglie questo aspetto, perché il diverso non si conosce, e quando siamo in una condizione di ignoranza, abbiamo timore. “Meno di 7 disabili su 100 contano su forme di sostegno presso la propria abitazione. Ciò significa che nella maggior parte dei casi le famiglie gestiscono da sole ciò che gli enti pubblici non offrono, rinunciando a molto, spesso anche al lavoro. E questo riguarda in particolare migliaia di donne a cui è ancora oggi delegato forzosamente quel lavoro di cura che non conta su alcun riconoscimento né formale né sostanziale”.

presidente Querini“L’esclusione dei diversamente abili è più forte che mai nel mondo del lavoro. Meno di un disabile su cinque ha un impiego con ciò che ne deriva in termini di realizzazione personale e di guadagno. La disabilità sospinge verso la marginalità e la povertà, erodendo giorno dopo giorno risorse alle famiglie e ai singoli”. (Vincenzo Falabella, presidente FISH. Federazione Italiana Superamento dell’Handicap). E continua Luigi Querini, presidente nazionale della UILDM, “Le persone non vanno inserite in categorie. Non ci sono persone di serie A e di serie B, ma solo un mondo più accessibile sarà veramente fruibile per tutti”. E’ una fortuna che il nostro territorio vanti comunque un’ampia gamma di associazioni e strutture che tengono duro, nonostante non sia facile ottenere dalla politica l’attenzione necessaria o i fondi per la ricerca. Ma la risposta della gente comune, come nel caso della Maratona Telethon Lecco (coordinata da Renato Milani), in attivo in questi giorni, è buona e ricca di speranza.

 

Michele Casadio, associato a UILDM Lecco

 

 

 

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