2019. SI SPEGNE TELEUNICA,
ULTIMO RESIDUO BALUARDO
DELL’EX IMPERO DI FUMEO

LECCO – Prima la Gazzetta di Lecco, avventuroso esperimento cartaceo durato due decenni, poi ora anche Tele Unica. Con la Filca e gli annessi e connessi, se ne va con la fine dell’anno l’ultimo pezzetto di quello che fu l’impero economico ed editoriale di Giacomo Fumeo. Un crac dalle dimensioni importanti, almeno per Lecco, culminato nella morte del pezzo più “visibile”, in tutti i sensi, di un agglomerato di interessi imprenditoriali fittamente intrecciati.

“Quando arrivai a Lecco – annota Sandro Terrani, direttore di Lecco News e già n. 2 della allora Unica Lombardia tra il 1993 e il 1997 – le cose vennero messe in chiaro fin da subito: c’era da guerreggiare con “gli altri” ovvero il gruppo di Valassi e del Giornale di Lecco. Sullo sfondo, la conquista immobiliare della città e non solo. A ruota di Unica a Lecco, aprimmo una serie di redazioni e canali fuori da qui, a Como, Monza, Sondrio, Bergamo e Milano. Un progetto affascinante e a tratti vincente, destinato a fare informazione regionale a traino della Filca di Fumeo. Con il direttore di quei bei tempi Enzo Argante la TV fece un balzo sorprendente, passando dalla minuscola realtà locale lecchese alla scena più ampia della Lombardia. Poi – prosegue Terrani – Fumeo fece il primo passo incerto lanciando la Gazzetta: formula ambiziosissima con due uscite settimanali, investimenti enormi a scapito della televisione, edicole “sottratte” agli altri mezzi cartacei, giornalisti pagati profumatamente per passare nell’alveo del gruppo editoriale dell’uomo di Perledo”.

I fatti sono sotto gli occhi di tutti. La Gazzetta ha chiuso i battenti l’anno scorso, “festeggiando” amaramente i suoi vent’anni di attività dopo essere passata da bisettimanale a settimanale e vendendo sempre meno totalmente travolta dalla crisi dei cartacei. Intanto la Filca si sgretolava travolta dai debiti e ora, ultima a cedere, ecco andarsene anche Unica. Si chiamava così perché frutto della sommatoria di due canali preesistenti, acquisiti da Fumeo e resi, appunto, una “unica” televisione. L’intento allora era davvero di essere l’ ‘UNICA’, la migliore, la più bella. L’aveva spuntata a quel tempo l’ala dei socialisti di Polverari, poi finita dritta dritta dentro alla nascente Forza Italia.

La vicinanza alla politica e il buon andamento degli affari immobiliari dello scorso secolo non sono bastati a tenere in piedi un’esperienza editoriale lunga e ricca di speranze. Crollate oggi, all’annuncio della fine pronunciato dalla moglie di Fumeo, in un tg destinato a suo modo a fare un po’ di storia. Più forse di quella, in definitiva fin troppo locale, di questa televisione che a breve si spegnerà.

Da due tv a una Unica a zero tv. Triste parabola lecchese, che ai lecchesi dovrebbe dire qualcosa. Ma forse per le nuove generazioni è storia vecchia, dinosauri del secolo scorso. Ora il locale è globale, i partiti sono fantasmi in cerca loro stessi di collocazione, i linguaggi e i media sono diversi. Tutt’altra pagina. Un’altra pagina.

Spiace per le professionalità di chi ancora ci lavorava e ora ha da cercarsi una prospettiva.

 

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