LECCO – Si è svolto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) un nuovo incontro sulla vertenza Riello, azienda storica italiana specializzata in sistemi di climatizzazione e riscaldamento, controllata dal colosso statunitense Carrier. Al centro del confronto, la procedura di vendita avviata da Carrier e le prospettive future per i circa 600 dipendenti italiani, distribuiti tra gli stabilimenti di Volpago (TV), Legnago (VR) e tre poli tra cui il centro di Ricerca e Sviluppo di Lecco, in via Risorgimento.
Il ministro Adolfo Urso ha ribadito l’impegno del governo: “Intendiamo porre in essere ogni azione utile, non solo per assicurarne la continuità operativa, ma per sostenerne il rilancio e la valorizzazione come azienda storica del nostro sistema produttivo”. Il MIMIT ha inoltre garantito la disponibilità a mobilitare strumenti economici e finanziari per sostenere un piano industriale robusto, che tuteli competenze, occupazione e capacità produttiva.
Carrier ha ufficializzato l’intenzione di cedere Riello già a maggio, motivando la scelta con la necessità di allinearsi alla transizione ecologica, in cui Riello – ancora fortemente legata ai combustibili fossili – risulta meno strategica rispetto al brand Viessmann, recentemente acquisito dal gruppo.
Durante gli incontri precedenti, i sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno denunciato la mancanza di trasparenza da parte della proprietà: “Non abbiamo ricevuto informazioni sufficienti sull’identità dell’advisor, sugli investimenti previsti, né sul perimetro aziendale oggetto di cessione”. Il timore è che l’operazione sia di natura speculativa e non industriale, con il rischio di dismissione per il sito lecchese, considerato strategico ma vulnerabile.
Il sito di Lecco, con circa 150 addetti, è un centro nevralgico per la Ricerca e Sviluppo. Proprio per questo, il sindaco Mauro Gattinoni e il consigliere provinciale Antonio Pasquini hanno lanciato un appello forte: “Lo stabilimento di via Risorgimento è un presidio industriale fondamentale e una risorsa per affrontare le sfide della transizione energetica”.
Le istituzioni locali e regionali, insieme ai sindacati, chiedono che il futuro acquirente riconosca il valore del sito lecchese e ne garantisca la continuità operativa. Carrier ha rassicurato che la vendita non sarà “a spezzatino”, ma riguarderà tutti i siti produttivi in un unico pacchetto.
Tra i segnali incoraggianti, l’annuncio dell’avvio della camera climatica presso il sito di Lecco, infrastruttura destinata alla sperimentazione di prodotti innovativi, tra cui dispositivi ibridi e alimentati da fonti rinnovabili. Un investimento che potrebbe rappresentare un primo passo verso la riconversione green dell’azienda.
Il tavolo ministeriale è stato aggiornato alla seconda metà di novembre, mentre a livello territoriale si attendono nuovi incontri tra sindacati, Carrier e istituzioni locali. L’obiettivo condiviso è quello di accompagnare con continuità il percorso di transizione, garantendo occupazione, innovazione e rilancio industriale.
RedLC
