“VIENI IN SIRIA A COMBATTERE!”
CERCATO DA UN SOLDATO DELL’ISIS,
L’IMAM ORA A LECCO LO DENUNCIA

Usama El Santawy (2)LECCO – “Vieni in Siria a combattere o ti ammazzo. Convertiti e vieni a combattere”. Anche con queste minacce Monsef El Mkhayar, 21enne foreign fighter che si troverebbe nello Stato islamico, convinceva i suoi contatti musulmani a combattere per la causa dell’isis. A smascherarlo e portare all’attenzione della polizia le sue azioni sono state però le denunce da altri fedeli di Allah, tra cui l’imam di Chiuso Usama El Santawy.

Era diventato un caso politico il festival culturale di Cinisello legato al Corano, con lo stesso El Santawy additato come sostenitore della jihad per alcune dichiarazioni ambigue. Allora presidente del centro islamico cinisellese, oggi si trova a Lecco e qui spiega la Parola in italiano.

I dettagli sono stati riferiti davanti alla Corte d’assise di Milano da un dirigente della Digos e da un responsabile della comunità. Monsef si sarebbe radicalizzato a San Vittore nel 2013. Con precedenti per spaccio e aggressione entrò in comunità e mostrò di aver cambiato vita. Niente più alcol né droghe, sembrava un santo, frequentava le moschee e parlava di Islam. Dalla Siria – racconta Il Giornale – il terrorista avrebbe fatto diverse telefonate per cercare nuove reclute, tra loro anche El Santawy. “Ti comporti come una donna” l’accusa del combattente, l’imam invece avrebbe interrotto la comunicazione e denunciato l’episodio alle autorità.

 

 

 

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