VILLA CESCHINA, LA BRAMBILLA VINCE AL CONSIGLIO DI STATO

ROMA – Dopo la sospensiva del Tar, il Comune di Calolziocorte incassa un altro ko e anche il Consiglio di Stato dà ragione a Michela Vittoria Brambilla. Stavolta a pronunciarsi è l’organo chiamato a dirimere le controversie tra enti amministrativi, che ha dato un parere negativo all’amministrazione del sindaco leghista uscente Paolo Arrigoni.

Al centro della controversia un terreno nel bel mezzo della grande proprietà dell’ex ministro (Villa Ceschina, costruzione stile liberty edificata nell’Ottocento). In quell’area sorge l’acquedotto di Calolziocorte, che da tempo ha bisogno di essere sistemato; la proprietaria aveva proposto al Comune di non sistemare l’acquedotto, ma di  ricostruirlo ex novo in una porzione della proprietà più distante, accollandosi tutte le spese. E nel progetto la Brambilla propone di riqualificare la collinetta, “polmone verde” di Calolziocorte. Il Comune inserisce il piano all’interno del nuovo Pgt, approvato nel 2012, nel quale vengono messi all’asta alcuni terreni comunali – tra i quali anche una porzione all’interno della proprietà dell’ex ministro, su cui sarebbe dovuta transitare la strada proprio per il nuovo acquedotto. E quel terreno finisce all’asta senza che la Brambilla ne venga messa a conoscenza.

Ne segue una vicenda complicatissima, culminata nel pronunciamento odierno da parte del Consiglio di Stato.

 

 

Pubblicato in: Hinterland, News

Condividi questo articolo

Articoli recenti