MORSO DA UN CANE, “ODISSEA”
PER FARE L’ANTITETANICA

LECCO – I fatti all’origine dell’articolo si sono svolti sull’Altopiano valsassinese (tra Barzio e Cremeno) ma gli sviluppi riguardano Lecco e in particolare il Pronto Soccorso dell’ospedale ‘Alessandro Manzoni.

Qui, abbastanza inaspettatamente, il 64enne di Milano morso da un grosso cane che girava libero sul sentiero, è stato accolto con discreta rapidità; una volta medicato, all’uomo è stata indicata la necessità di effettuare il richiamo della vaccinazione antitetanica, viste le ferite con sangue subite a piedi e polpacci di entrambe le gambe.

“Mi sono stupito però – racconta a LeccoNews la vittima dell’assalto di un quattrozampe, forse un Labrador – perché alla mia richiesta di fare subito l’iniezione lì in ospedale mi è stato risposto che dovevo recarmi nella struttura che se ne occupa, in via Tubi sempre a Lecco. Purtroppo erano passate le 18 e a quell’ora l’ambulatorio dove fanno i vaccini era chiuso, allora abbiamo deciso con moglie e un’altra parente (lecchese) di soprassedere”.

“Sono tornato nella nostra abitazione di Barzio e la mattina dopo mi sono recato al vicino presidio sanitario di Introbio. Anche qui – sottolinea amareggiato il milanese – mi hanno “rimbalzato”, suggerendomi di acquistare in farmacia il vaccino e dandomi un elenco di infermieri della zona – in grado secondo loro di praticare la puntura. Ma dopo alcuni dinieghi da parte di alcuni di loro, che non se la sentivano di sostituirsi a un medico, alla fine sono stato consigliato di recarmi dal medico condotto di Barzio che fortunatamente è stato gentile e mi ha iniettato l’antitetano”.

Una piccola odissea, insomma, in una condizione non esattamente di serenità per il paziente, reduce dall’assalto di un grosso cane senza museruola e guinzaglio, morsicato più volte agli arti inferiori e sballottato da un posto a un altro prima di potersi tranquillizzare.

“Voglio precisare che non contesto il pagamento del vaccino e quello della visita da parte di un  medico serio e professionale – conclude il 64enne in villeggiatura – però non capisco perché non si sia fatto il tutto direttamente al Pronto Soccorso. Evidentemente sono indietro di qualche passaggio, burocratico, e mi piacerebbe che attraverso il vostro giornale si potessero capire le ragioni di questo “rimbalzo””.

Richiesta che naturalmente “giriamo” ai responsabili della sanità pubblica, usualmente disponibili a Lecco quando si tratta di informare puntualmente la popolazione su una materia delicata come questa.

RedCro

 

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