PANDEMIA, UN NUOVO DPCM:
COSA CAMBIA PER SCUOLE,
LOCALI, SPORT E QUARANTENA

ROMA – Firmato nella notte il nuovo Dpcm che ha tratteggiato le linee da seguire per i prossimi 30 giorni.

La prima novità riguarda le scuole: molti presidenti di regione hanno chiesto il ritorno alla didattica a distanza per le scuole superiori ma, per il momento, l’ipotesi è stata respinta. Sempre sul  fronte scuola sono sospese, gite, viaggi d’istruzione, iniziative di scambio o gemellaggio,  visite guidate e  uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio.

Ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 e dalle 21 sarà vietato consumare in piedi.

Sono vietate le feste al chiuso e all’aperto mentre restano consentite le cerimonie civili o religiose, come i matrimoni, con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Non ci sono divieti, invece, ma forti raccomandazioni per le riunioni di famiglia: non più di sei persone tra non conviventi mantenendo la premura di indossare la mascherina.

Per ciò che riguarda lo sport, sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto amatoriali (ad esempio la partita di calcetto tra amici) mentre le stesse saranno consentite da parte delle società professionistiche e a livello sia agonistico che di base dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.

Il pubblico potrà partecipare alle manifestazioni sportive, con rispetto dei protocolli di sicurezza che prevedono mascherina, distanziamento e misurazione della febbre, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso.

Per le mascherine, invece, massima attenzione: bisogna portarla sempre nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande. Esenti i bimbi sotto i sei anni, chi pratica attività sportiva e coloro che hanno patologie o disabilità che impediscono l’uso di questo strumento di protezione.

I contatti stretti di casi con infezione, confermati e identificati dalle autorità sanitarie, devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso. Oppure è previsto un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

LEGGI ANCHE

COVID, CONTAGI IN AUMENTO: FACCIAMO LA NOSTRA PARTE SCARICANDO LA APP IMMUNI

 

Pubblicato in: Sanità, Città, Hinterland, Valsassina, Lago Tags: 

Condividi questo articolo

Articoli correlati