POLIZIA PROVINCIALE LECCO,
LA STRANA STORIA DI R. FORNI,
“NON PIÙ COMANDANTE”

LECCO – Tutto è successo il primo di aprile e assomiglia, tanto, proprio a uno scherzo. Quantomeno per la involontaria protagonista (ma potremmo anche definirla vittima) Raffaella Forni, 55enne comandante fino al giorno prima della Polizia Provinciale di Lecco.

Già, perché proprio all’alba del classico giorno del pesce d’aprile eccole arrivare la comunicazione – peraltro via e-mail, in forma di circolare a tutti i dipendenti dell’ente pubblico – della sua sostituzione nella qualità di comandante e nella ambita “posizione organizzativa”.

E lo viene a sapere dallo stesso collega che le subentra e che fino a poche ore prima era un suo subalterno, vale a dire Gerolamo Quadrio. Che ha assunto le prerogative ventennali della stessa Forni.

Quest’ultima, contattata dalla redazione di Lecco News ha confermato il suo sostanziale no comment di queste ore, facendo però intuire alcuni passaggi e mettendo in evidenza sentimenti e qualche dettaglio. Il suo stato d’animo evidentemente non può essere dei migliori: l’ex comandante si è messa in ferie, formalmente avendone di arretrate ma in tutta evidenza diciamo così per sbollire l’incazzatura. Le sue parole sono sobrie, mai sopra le righe; ma l’amarezza è evidente: la comandante uscente infatti lavora per la Provincia di Lecco da un quarto di secolo e ha svolto il suo ruolo – unica donna tra tutti i comandanti provinciali della Lombardia – già dal 2000. Intuire le motivazioni di questa improvvisa sostituzione non è un compito facile e certo la diretta interessata non fa nulla per facilitare il lavoro giornalistico. Scavando intorno all’amministrazione provinciale e nel mondo che fa da sfondo all’attività di quel corpo dalle caratteristiche particolari – essendo in fin dei conti pagato dalla Regione pur se organizzato a livello appunto provinciale – emerge però come la politica non abbia un ruolo nel clamoroso blitz ai danni di Forni, o meglio se l’ha avuto è stato proprio quello della “attrice non protagonista“.

Silenziosi i livelli partitici e i vertici dell’amministrazione di Villa Locatelli, l’idea che si fa largo è allora che il vistoso cambio al comando possa essere stato originato da una vicenda del tutto personale. Rapporti tesi forse tra la comandante e qualcuno di quelli che decidono nelle stanze della Provincia e per l’appunto non rappresentano livelli politici bensì tecnocratici. Altra idea che ci siamo fatti è che, come spesso capita nel mondo del lavoro e a maggior ragione quando ci sono di mezzo delle divise, sia difficile che una persona abituata a comandare per oltre 20 anni possa, diciamo così, “sopportare” di dover prendere ordini da un nuovo capo che ha vinto un recentissimo concorso e in qualche modo ora ne ha preso posto e ruolo.

Forni con il collega Tropenscovino

Alla domanda diretta se si veda distante da Lecco a breve, Raffaella Forni si lascia sfuggire un “no” motivato da ragioni diverse, non ultima la grande solidarietà ricevuta da tantissimi soggetti: persone, enti e associazioni – a sorpresa (ma non troppo) perfino nel campo venatorio e della pesca, vale a dire quei settori che la Polizia Provinciale è chiamata a controllare. Va detto che la comandante silurata ha mantenuto a lungo buone relazioni un po’ con tutti, cercando di mediare e ottenendo spesso la collaborazione dei vari interlocutori.

Di fatto, accanto ai messaggi privati e agli attestati  di stima ricevuti in questi giorni ci sarebbe anche una lettera inviata a Villa Locatelli e firmata da una importante esponente del mondo politico nazionale, che esprimerebbe appoggio all’ex comandante e probabilmente anche critiche per il modo nel quale quest’ultima è stata “scaricata” dalla Provincia.

Beffardamente, proprio il primo di aprile.

S. T.

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