SERVIZIO IDRICO DI LARIO RETI:
TRAGUARDI RAGGIUNTI E FUTURI
NELL’INTERVISTA A CAVALLIER

LECCO – A quattro anni dall’affidamento del servizio idrico integrato a Lario Reti Holding, il presidente della Spa a partecipazione pubblica Lelio Cavallier fa il punto sugli obiettivi raggiunti e le nuove sfide da affrontare sul territorio.

Quali sono le esigenze del territorio servito da Lario Reti Holding e come il vostro piano industriale punta a soddisfarle?

Il territorio lecchese, come sappiamo, è caratterizzato da una notevole ricchezza e varietà di paesaggi ed orografie. Queste particolarità e unicità geografiche hanno, dagli anni ’70 in poi, portato alla nascita di diverse microrealtà locali che si sono susseguite nella gestione del Servizio Idrico Integrato, o di sue parti, e hanno conseguentemente frammentato gli impianti e le reti da noi ereditate nel 2016, con l’affidamento ventennale del Servizio. La sfida principale che ci troviamo di fronte ora, dopo aver risposto, nei primi quattro anni di gestione, alle urgenze – risoluzione delle sette infrazioni europee pendenti sul territorio da noi servito e avvio dei lavori necessari ad evitare ulteriori condanne, tra cui quella sul depuratore di Lecco –, è quella di razionalizzare e potenziare le infrastrutture, superando la frammentazione attualmente esistente. A questa sfida risponde il nostro Piano Industriale 2019/2023.

Nello specifico, che cosa prevede il piano industriale?

Il raggiungimento degli obiettivi posti nel Piano Industriale prende il via da una serie di attività, suddivise in cinque macro-aree: passaggio ad un modello industriale digitale; sviluppo di un’infrastruttura ottimale; raggiungimento dell’eccellenza operativa; sviluppo manageriale per il nostro personale e infine creazione di valore sociale, ambientale ed economico che possa essere condiviso con tutti gli stakeholder del territorio, dalle amministrazioni comunali ai cittadini. All’atto pratico, il raggiungimento di questi obiettivi dipende dalla capacità di realizzazione degli investimenti. Nell’arco-piano prevediamo, infatti, ben 111 milioni di investimenti, un valore importante se confrontato con le medie nazionali e lombarde.

Quali i progetti più significativi?

Per quanto riguarda il settore acquedotto, sicuramente la parte più importante (10,7 milioni di euro su 15) la giocano gli investimenti relativi al revamping del Potabilizzatore di Valmadrera, che produce il 50% dell’acqua potabile da noi distribuita in Provincia e che verrà dotato di impianti di trattamento che consentiranno di migliorare la qualità percepita dell’acqua, e al raddoppio dell’adduttrice del Brianteo, che nasce dal Potabilizzatore e si dipana per 700 km in gran parte della Brianza lecchese e non, arrivando fino a Cantù e Vimercate. Sempre relativa all’acquedotto, ma separata dal Piano degli Interventi, vi è la sostituzione massiva dei contatori e il passaggio degli stessi alla telelettura, con 14 milioni di euro previsti in arco-piano. Circa le reti di fognatura e collettamento reflui, contiamo di investire oltre 10 milioni di euro in arco-piano, soprattutto per l’adeguamento degli oltre 400 scolmatori posti lungo i 1.700 km di rete gestita e per la risoluzione di alcune problematiche note da anni, quali il potenziamento di alcuni collettori e condotti fognari intercomunali. Il Piano Industriale prevede, inoltre, che al settore depurazione siano dedicati gli sforzi maggiori, soprattutto per quanto riguarda le opere necessarie a sottoporre al trattamento di depurazione le acque reflue urbane dei comuni di Bellagio (fraz. Civenna), Oliveto Lario e Valbrona, con 9 milioni di euro. Sarà necessaria la costruzione di un nuovo collettore, con l’obiettivo di recapitare al depuratore di Valmadrera i reflui dell’intera sponda orientale del Triangolo Lariano, che oggi scarica in una serie di vasche Imhof che stanno raggiungendo l’obsolescenza e il limite delle capacità di trattamento. In aggiunta a questo nostro più importante progetto, dovremo ampliare, adeguare e aggiornare diversi dei nostri depuratori, con una serie di interventi che superano in totale i 15 milioni di euro.

La società negli ultimi anni si è impegnata molto nel campo della depurazione: quali le principali problematiche affrontate in questo ambito?

Quando abbiamo ricevuto l’affidamento ventennale del Servizio, nel 2016, era chiaro che il settore depurazione fosse quello che necessitava gli investimenti più importanti e più urgenti, per tre differenti fattori: la presenza di alcune procedure di infrazione europea, l’obsolescenza di diversi impianti – che rischiava di causare l’arrivo di altre infrazioni – e la frammentazione del servizio, con la presenza di 30 impianti di depurazione, di cui ben 17 di capacità inferiore ai 10.000 Abitanti Equivalenti. Questo solo per quanto riguarda la particolarità del territorio servito e delle infrastrutture gestite; non bisogna comunque dimenticare quanto tutti sappiamo essere avvenuto a livello nazionale e sovranazionale, con il crescente interesse alle tematiche ambientali e l’evoluzione normativa che ha portato limiti sempre più stringenti soprattutto per lo smaltimento dei fanghi, a cui è associato anche un incremento dei costi.

Quali le opere realizzate e quelle in corso?

Le principali opere di depurazione attualmente in corso sono il potenziamento dei depuratori di Ballabio, Colico-Monteggiolo, Nibionno e Premana, mentre sono in via di adeguamento ed ammodernamento alcune parti degli impianti di Valmadrera, Calolziocorte e Osnago. Per quanto riguarda invece i lavori sui depuratori da noi conclusi in questi primi quattro anni di gestione, segnaliamo la costruzione della terza linea del depuratore di Calco-Toffo – su cui pendeva una procedura di infrazione europea –, il potenziamento dell’impianto di Bellano – che ci ha permesso di dismettere quello di Perledo e ci permetterà di fare lo stesso a Varenna Fiumelatte – e il revamping del depuratore di Lecco. L’opera di cui siamo più orgogliosi è il revamping del depuratore di Lecco, che ci ha consentito di ottenere l’autorizzazione allo scarico, mancante dal 2000, ed evitare così una procedura di infrazione europea.

Lario Reti Holding sta portando avanti un piano di razionalizzazione, anche conducendo uno studio con il Politecnico di Milano: cosa prevede?

Il progetto è finalizzato a costruire una “roadmap” pluridecennale, che ci porterà alla razionalizzazione del sistema di collettamento reflui e depurazione, con l’obiettivo finale di ridurre il numero degli impianti attivi, diminuendo i costi di gestione e manutenzione. Lo studio si compone di tre fasi: la sintesi dello stato di fatto per ciascuna delle nostre tre aree geografiche (prealpina, collinare, di pianura); la successiva analisi di collettamento e depurazione e le analisi finali di scenario complessivo, con potenziali interazioni tra le aree e l’identificazione di strategie per l’ottimizzazione economica, funzionale e gestionale degli impianti, articolate per priorità di applicazione e gradualità di realizzazione. Dai documenti preliminari che abbiamo ricevuto possiamo già dire che si tratta di linee guida molto interessanti e che ben si innestano con quanto da noi portato avanti nei primi quattro anni di gestione del servizio. Ora si tratta di completare lo studio ed entrare nella fase decisionale, analizzando le proposte relative alle possibilità di potenziamento, dismissione e accorpamento di impianti esistenti, nonché di costruzione e dimensionamento di un nuovo impianto a servizio del Comune di Lecco.

Quale l’impegno nelle attività di ricerca?

Siamo sempre interessati alla ricerca e alla sperimentazione di nuove tecnologie, al punto che, recentemente, abbiamo aderito al forum mondiale di sviluppo tecnologico TAG (Technology Approval Group) di Isle Utilities, società londinese nata nel 2010 e che si occupa di consulenza tecnologica e cleantech. L’adesione a TAG permette a Lario Reti Holding di testare le tecnologie emergenti nel settore, come accaduto per la tecnologia di riparazione delle condotte acquedottistiche senza scavo, da noi applicata con successo a Introbio. Abbiamo diverse altre collaborazioni attive, dalla Valutazione di Impatto Ambientale dei sistemi di collettamento e depurazione attivata con la Bicocca, allo studio sulle concentrazioni di arsenico con il Politecnico di Milano, fino ad arrivare agli screening isotopici delle acque, realizzati congiuntamente con le altre società di Water Alliance e l’Università La Sapienza di Roma. Il progetto di ricerca che però ci ha entusiasmati di più in questo ultimo anno è stato il tracciamento delle acque sotterranee del sistema carsico della Grigna, realizzato in congiunzione con l’Università Bicocca, la Federazione Speleologica Lombarda, Il Parco Naturale della Grigna Settentrionale e la Comunità Montana. Si è trattato di una ricerca scientifica durata diversi mesi, che ci ha portati fin nelle viscere della Grigna, una delle principali montagne lecchesi, allo scopo di caratterizzare l’acquifero carsico mediante test con traccianti e valutare così la vulnerabilità della zona di alimentazione delle sorgenti che captiamo per servire oltre 21.000 persone in 11 Comuni.

State sperimentando nuove tecnologie sulle vostre reti?

Negli anni scorsi è stata lanciata una grande campagna di introduzione dello smart metering e abbiamo inoltre in programma di investire, entro il 2023, oltre 12 milioni di euro in sostituzione dei misuratori e predisposizione alla telelettura. Al momento sono in fase di analisi i risultati delle prime implementazioni a Introbio e a Olginate, realizzate con sistemi di trasmissione differenti, rispettivamente LoraWan e NBioT. Qualora i risultati fossero quelli sperati, con il nuovo piano ed entro la fine del 2020 porteremo ad oltre 8.000 il numero dei contatori teleletti nella nostra Provincia.

 

 

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