SICUREZZA SUL LAVORO:
“SI MUORE COME 50 ANNI FA,
853 GLI INFORTUNI IN 3 MESI”

LECCO – La sicurezza sul lavoro è un tema imprescindibile, i segretari generali territoriali di Cgil, Cisl e Uil sono fermi e decisi nel parlare di questo fondamentale tema. Nel primo trimestre del 2021, purtroppo, in tutto il territorio lecchese si sono registrati 853 infortuni sul lavoro, di cui uno mortale. Questi dati però non contemplano i casi di Covid, che sono contati a parte. Da gennaio 2020 a marzo 2021 i casi di contagio sul lavoro sono stati 1.313, di cui 965 donne e 348 uomini.

“Non è cambiato nulla negli ultimi decenni – sottolinea Diego Riva, segretario generale Cgil Lecco –: sul lavoro si continua a morire come cinquant’anni fa, e gli incidenti sono uguali a quelli che avvenivano nel 1910. Tutto questo non va bene”. A tal proposito le organizzazioni sindacali hanno previsto un’iniziativa sotto il palazzo della Regione Lombardia, a Milano, il prossimo lunedì 31 maggio, in cui si sensibilizzerà il paese riguardo la salute nei luoghi di lavoro. Giovedì 20 maggio, saranno organizzate assemblee nelle aziende di tutta la regione.

“Non si tratta di una data casuale – prosegue Riva – ma è l’anniversario dello Statuto dei Lavoratori: strumento fondamentale per tollerare i diritti e la dignità di chi lavora. In questo momento ci sono molteplici problemi, dalla pandemia alla mancanza di vaccini, la cui somministrazione non decolla, ma non possiamo mettere in secondo piano la questione degli infortuni. Sicurezza e lavoro devono andare di pari passo. Serve spendere maggiore energia se vogliamo innalzare la cultura nella sfera della sicurezza e di converso migliorare la nefasta tendenza, andando a diminuire gli infortuni e azzerare gli incidenti mortali”.

Per far questo serve un cambio di passo decisivo da parte degli imprenditori. “Le imprese devono investire più di quanto hanno fatto finora su prevenzione, ambiente e sicurezza – prosegue –. Si devono fare assunzioni nelle strutture pubbliche per permettere agli organismi di controllo di verificare la corretta applicazione delle normative che regolamentano la materia in oggetto. Cgil, Cisl e Uil dicono da tempo che va rafforzato il numero dei medici del lavoro che in questi dieci anni sono stati dimezzati”.

“Non ci stancheremo mai di dire che la formazione sul lavoro è fondamentale, deve essere migliorata e deve coinvolgere chiunque, lavoratrici, lavoratori (anche neoassunti) e datori di lavoro. Quest’ultimi devono assumersi la propria responsabilità sociale”. Cgil, Cisl e Uil hanno proposto uno strumento: la patente a punti. Si tratta di un documento che indica quanti infortuni ci sono stati nell’azienda in un determinato periodo, quali difficoltà si siano riscontrate nell’ambito della sicurezza, per poi poter intervenire con i giusti provvedimenti correttivi. La patente a punti, dovrà tenere in considerazione anche le aziende virtuose, prevedendo un sistema premiante. Solo attraverso, un piano straordinario, un impegno comune, imprenditori, dirigenti, strutture pubbliche (addette alla salvaguardia e prevenzione della sicurezza) e lavoratori, si può invertire la tendenza e raggiungere il giusto obiettivo: meno infortuni e morti zero.

 

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