STORIE DELLA LINGUA ITALIANA:
BANDERAS BAGNERÀ SOLO FIORI?

banderas inzupposoAntonio Banderas non ci sta. Dopo innumerevoli tentavi, ancora non sembra essere la sua occasione.

Una vita dedicata agli studi di recitazione, pellicole di interesse indiscusso e culminate nell’apoteosi cinematografica: la registrazione dello spot di niente meno che…i biscotti Mulino Bianco!

Infervorato accusa il colpo. Come può non essere stato candidato agli Oscar, il cui vincitore è stato decretato ieri sera? Come può aver vinto Leonardo Di Caprio? Solo per una pellicola il cui tour nella brutalità ha creato la parentesi perfetta per la performance di Leo?

Antonio non può spiegarsi come il suo successo non sia ancora stato riconosciuto, come il suo indiscutibile “inzupposo” biscottone non abbia ancora riscontrato riconoscimenti ufficiali, come può il biscotto di Banderas non essere ancora passato alla storia?

Impossibile negare l’invidia di Banderas nei confronti dei biscotti altrui, probabilmente Leonardo Di Caprio è dotato di migliori capacità di inzuppamento del biscotto, o è il Soldato Ryan a detenere il record di biscotti intinti? O forse il padre di Malcolm, Bryan Cranston, nonostante le continue scaramucce con la moglie nella serie, ha sempre dimostrato le migliori performance con il suo biscottone. Anche a Valentino è stato riconosciuto, nonostante lui il biscottone l’abbia subìto, da Lorenzo e Marquez. Sembra proprio che l’unico biscotto a non balzare in cima alle classifiche sia il suo, quello di Banderas.

Fatto sta che, ancora una volta, non è stato il biscotto di Antonio a vincere il premio Oscar, ma nemmeno quello di Di Caprio.

Il vero vincitore è Matteo.

Matteo chi? Matteo non ha concorso con biscotti, ma con i fiori.

Rivediamo meglio l’accaduto. Come ben sappiamo, la storia della lingua italiana è un racconto in divenire, anche se spesso soggetta al decadimento, visto il danno sempre frequente che anche i social hanno apportato al nostro idioma, ma al contempo non manca di stupirci nella coniazione di nuovi lemmi.

Alunno inventa 'petaloso': Accademia Crusca,'da vocabolario'È stato questo il caso di Matteo, alunno di 8 anni della scuola elementare di Ferrara, il cui aggettivo “petaloso”, preso in esame dalla maestra e presentato all’Accademia della Crusca, ha riscosso giudizi positivi, definendo la concreta possibilità di entrare nel dizionario della lingua italiana. Petaloso, ossia dotato di tanti petali, è stato accreditato in qualità di nuovo vocabolo della nostra lingua.

L’Accademia della Crusca ha sentenziato che la parola di Matteo potrebbe di fatto entrare nell’uso comune, in qualità di neologismo, in quanto rispecchia i canoni di formazione di altre parole simili, quali peloso (pelo+oso), resta solo un ingrediente perché tale aggettivo venga approvato definitivamente nella lingua italiana, la sua diffusione.

Non sembra un problema per il pubblico, ma la polemica sta imperversando per aiutare anche Antonio nella concretizzazione del suo vocabolo “inzupposo”, al grido di #accademiaaggiungimiquesto!

Martina Panzeri

 

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