A LECCO SBARCA IL PADDLE,
IL FRATELLO DEL TENNIS
ADATTO A GRANDI E PICCINI

LECCO – Il Panathlon Club Lecco ospite del Tennis Club per la prima conviviale dopo la pausa estiva. Tema della serata, organizzata dal socio Andrea Mauri, il gioco del paddle, sport ‘fratello’ del tennis che sta prendendo sempre più piede anche in Italia.

Nato in Argentina nel 1969, il paddle si può dire che conquisti tutti. Il segreto? La sua semplicità ed immediatezza. Dal Sud America lo sport è ‘approdato’ anche in Europa (gli spagnoli sono particolari amanti del paddle: con 4 milioni di giocatori è lo sport più giocato in Spagna dopo il calcio). In Italia sono 1.200 i campi di paddle e l’attività sta conoscendo una crescita esponenziale (+800% negli ultimi due anni, secondo le statistiche). Anche il Tennis Club di Lecco ospita due campi da paddle, uno all’aperto e uno al coperto e, prima della cena, i soci del Panathlon hanno avuto l’occasione di cimentarsi in una partita.

“Il fascino di questo sport ci ha subito conquistati – ha spiegato Paolo Arco, direttore generale – così abbiamo deciso di costruire un campo da paddle per consentire di giocare. Il risultato è stato inimmaginabile, tutti volevano giocare a paddle, tant’è che con la fine dell’estate ci hanno chiesto come avrebbero potuto continuare a giocare durante i mesi invernali. Così abbiamo deciso di ricavare un altro campo, coperto. Attualmente non offriamo corsi di paddle ma ci stiamo lavorando – ha aggiunto – stiamo formando degli istruttori per poter avviare le lezioni”.

Il gioco, come raccontato, è nato per puro caso: “Sembra che un signore volesse realizzare un campo da tennis in un’area di sua proprietà ma c’erano dei muri intorno, così è nato il paddle. Lo sport è diffusissimo in Sud America, i giocatori più forti vengono proprio da lì. Ma il fascino e l’innovazione del paddle sta conquistano davvero tutti, tanto da fare pensare che potrebbe superare il tennis. Parallelamente all’interesse per il paddle si sta formando tutto un mercato che va dalle racchette ad altri gadget ai campi da paddle che è in continua espansione”.

Le regole sono molto semplici e simili al tennis, tuttavia ci sono delle differenze sostanziali. Intanto il campo di gioco è 20 x 10 e i giocatori quattro. Le racchette sono molto più piccole e a piatto pieno con dei forellini, non incordate. Come detto il campo è circondato da pareti (nei tornei professionali sono trasparenti) che fanno parte dell’area di gioco, quindi se la palla rimbalza sui muri può essere respinta con la racchetta. Il punteggio adottato è uguale a quello del tennis, si fa punto se la pallina rimbalza due volte. A differenza del tennis, poi, nel paddle il servizio non può essere dall’alto ma solo sotto l’anca.

“Tendenzialmente – ha detto Mattia Bertani, direttore tecnico dell’As Tennis Club – il paddle è molto meno fisico del tennis, soprattutto perché si gioca in quattro. Partite in singolare è molto difficile giocarle per via dello sforzo fisico richiesto, la pallina rimbalza letteralmente di qua e di la di continuo, in due è più facile, da soli sarebbe praticamente impossibile. È molto amato perché facile e divertente. Non credo però potrà mai sostituire il tennis, sport dalla storia e dal fascino indiscusso, tuttavia siamo sicuramente di fronte ad un’alternativa innovativa, praticabile a tutte le età, con la famiglia, gli amici. Potrebbe ad esempio prendere più piede del calcetto, il paddle diverte senza stancare eccessivamente”.

Alla conviviale era presente anche Ottaviano Martini, tennista professionista (ha militato in A2) e istruttore che nei prossimi mesi si formerà anche come istruttore di tennis. Per chi volesse provare a giocare a paddle consigliamo di contattare il Tennis Club Lecco (tel 0341 368048) o di visitare il sito web.

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