CRISI GRANO/LECCO-COMO,
LA SICCITÀ FA DIMINUIRE
LA PRODUZIONE DEL 30%

LECCO – È salato il conto che presentano la siccità prolungata e le recenti grandinate nel Comasco e nel Lecchese per quanto riguarda la produzione di grano. Le prime stime di Coldiretti parlano addirittura del 30% in meno sulle rese di grano tenero e duro.

Coldiretti ha effettuato il monitoraggio sul territorio, mentre nelle campagne ci si prepara alla trebbiatura, già iniziata nel sud del paese, ma che nelle due province lariane comincerà verso la metà di luglio. Il fattore acqua è centrale. Dove la carenza idrica si è fatta sentire di più, si temono infatti cali nelle rese che potrebbero raggiungere punte anche del 30% in meno, secondo le prime indicazioni da confermare a raccolti conclusi. A pesare sull’andamento della stagione anche le grandinate che hanno colpito a macchia di leopardo, provocando danni enormi alle colture. In tutta la Lombardia si coltivano circa 80mila ettari tra frumento tenero e frumento duro da destinare sia alla produzione di pane, biscotti e pasta sia all’alimentazione animale nelle stalle.

Una minore produzione pesa sulle aziende cerealicole che hanno dovuto affrontare rincari delle spese di produzione che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio con incrementi medi dei costi correnti del 68% secondo elaborazioni Coldiretti su dati del Crea, da cui si evidenzia che in un caso su quattro i costi superano i ricavi con il grano duro per la pasta che è quotato in Italia 55 centesimi al chilo e quello tenero per il pane a 45 centesimi al chilo. L’impatto si fa sentire come ovvio anche sui consumatori con i prezzi che dal grano al pane aumentano da sei a dodici volte.

Un trend negativo che aumenta la dipendenza dall’estero in una situazione in cui, come evidenzia la Coldiretti lariana, l’Italia è diventata deficitaria in molte materie prime e produce appena il 36% del grano tenero che serve per pane, biscotti, dolci e il 62% del grano duro per la pasta.

“Bisogna intervenire – ha dichiarato Coldiretti Como Lecco attraverso il presidente Fortunato Trezzi – per contenere il caro energia e i costi di produzione, con interventi sia immediati che strutturali, mentre a livello comunitario servono più coraggio e risorse per migliorare la nostra sicurezza alimentare riducendo la dipendenza dalle importazioni dei principali prodotti agricoli e dei fattori produttivi”.

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