OTTIMISMO ALLA 36a EDIZIONE
DEL MECI, L’EDILIZIA GUARDA
ALLA RIGENERAZIONE URBANA E DEL TERRITORIO

ERBA – Vetrina, punto d’incontro per gli operatori, il M.E.C.I. – Edilizia in corso in questo week end a Lariofiere ha soffiato su 36 candeline, quest’edizione. Una età esibita con orgoglio perché è passata attraverso una delle crisi più gravi della storia moderna dell’Italia. Ma qui si è già svoltato pagina, è la nuova edilizia quella che si mostra al salone di di Erba, quella che guarda alla rigenerazione degli edifici e anche dei tessuti urbani.
Un nuovo modo di pensare ai panorami dentro i quali viviamo. Una progettualità che mette al centro l’uomo e il suo benessere, che fa maching con l’ambiente e la sua preservazione. Un ritorno a quei principi che fecero bella l’Italia, il Bel paese dal Rinascimento in poi.

Cos’è M.E.C.I. oggi?  E’ un momento di incontro e sperimentazione, di confronto tra enti, associazioni, professionisti e pubblico.
Nel giorno dell’inaugurazione dopo il saluto della padrona di casaVeronica Airoldi, Giovanni Ciceri– presidente di Lariofiere ha descritto benissimo la nuova identità: “Divenuto un laboratorio per l’edilizia”.

Nella nuova operosità del settore edile (a dire il vero un po’ in ritardo rispetto all’Europa centrale e del Nord) a fare da ostacolo ancora una volta la burocrazia, che ha smarrito il ruolo d’indirizzo vivo fino all’Ottocento.
L’edilizia in fin dei conti rappresenta l’8% dell’economia regionale e occupa più di 260.000 addetti. Lo ha ricordato Paolo Valassi, presidente commissione rete ANCE Lombardia e vice presidente ANCE Lecco Sondrio, il quale ha chiaramente elencato che cosa gl’imprenditori si aspettano dalla politica: “Semplificazione della burocrazia, riforma delle procedure sui contributi, sulla ristrutturazione e sulle nuove costruzioni, su demolizioni, oltre alle modifiche delle normative sul cambio di destinazione d’uso e del recupero degli spazi seminterrati”.

Su questa linea anche chi si prende la responsabilità dei progetti, firmandoli. Il presidente dell’Ordine degli architetti di Lecco Giulia Torregrossa che si batte per la tutela dell’identità del territorio valorizzata all’interno delle progettualità di rigenerazione urbana. Un tema che le sta a cuore proprio in riferimento alla città capoluogo del ramo orientale del lago di Como. Sull’altro versante lacustre Gianfredo Mazzotta dell’Ordine di Como ricorda che la programmazione sul medio lungo periodo.

Condivide questi punti Luca Guffanti, presidente di ANCE Lombardia, il quale vede nelle progettualità di rigenerazione urbana la “possibilità di riportare alla cittadinanza spazi già edificati, rendendo nuovamente attrattivo il territorio”, sia dal punto di vista edilizio che dei collegamenti e infrastrutture.

La risposta arriva da Virginio Brivio, sindaco di Lecco, ma qui nella sua veste di presidente di Anci Lombardia: “La sfida è trasversale, non solo su grandi centri urbani, ma può coinvolgere i vari aspetti innovativi del settore, dall’efficienza energetica ai mutamenti dell’abitare”.

Guest star del convegno Pietro Foroni, assessore al Territorio e Protezione Civile di Regione Lombardia, annuncia una fase di nuove politiche e provvedimenti in tema di rigenerazione urbana che arriverà sui tavoli regionali nei prossimi mesi, a M.E.C.I. fornisce un’anticipazione di quello che saranno le novità normative, sostenendo che la progettazione deve considerare una programmazione condivisa.

La best practice portata al convengo del M.E.C.I. è quella di  “Chorus Life”,  nuovo modello di città, senza barriere, con tecnologia e innovazione a beneficio di tutti gli abitanti. L’ha descritto Joseph Di Pasquale (JDP Architects) presentato da Maurizio Ronchetti del Collegio dei Geometri di Lecco”.

M.E.C.I., come laboratorio si è detto, luogo di idee e di scambio di saperi per chi opera nel settore e crea valore. Si sono quindi affrontati una molteplicità di temi: l’invarianza idraulica, che mette a confronto le pratiche edilizie e le criticità burocratiche legate al R.R. n. 7/2017; il contenzioso che nasce nel processo edile; la progettazione con le architetture trasparenti e il seminario sui gas fluorati e gli effetti ambientali, curato da Confartigianato Imprese Como. E poi il rilievo fotogrammetrico delle facciate, l’incontro tecnico con protagonista il Santuario di Lovere e le azioni messe in campo per limitare i cedimenti e migliorarne la staticità;  il concetto di “Casa come bene comune e sociale da tutelare”, l’incontro tecnico sulla domotica a supporto di utilizzatori finali anziani e diversamente abili.

Al Fuori Salone presso la sede di ANCE Lecco l’architetto Marco Nicola Lavit ha puntato dritto alla qualità del progetto nel difficile equilibrio tra estetica e funzione. Cuore dell’attività del progettista, un equilibrio che determina la grandezza dell’architetto.

Sul palco del M.E.C.I, Eugenio Zoffili, la senatrice erbese Erica Rivolta sostenitrice di una burocrazia più agile e del rinnovo del codice appalti. E Francesco Molteni, presidente ANCE Como nelle cui parole si riscontra il nuovo entusiasmo tra i costruttori: “E’ il momento di ripartire con coraggio, M.E.C.I. ò lo spazio in cui l’edilizia colloquia con tutti i livelli istituzionali”.

Per Filippo Pontiggia, ingegnere, vicepresidente di ANCE Como e coordinatore del gruppo di lavoro M.E.C.I., il salone ha un ruolo inmportante e fondamentale per il territorio e lo si vede nell’alternarsi di tecnici e rappresentanti delle più importanti realtà presenti nell’area.

La tre giorni del M.E.C.I. si chiuderà domani, domenica 31 marzo a Lariofiere. Il salone viene organizzato da Lariofiere,  promosso da ANCE Lombardia, ANCE Como e ANCE Lecco-Sondrio, in collaborazione con gli Ordini, i Collegi Professionali, le associazioni di categoria delle Province di Como, Lecco, Sondrio e Monza-Brianza e il Politecnico di Milano – Polo territoriale di Lecco.

M.E.C.I. è aperta venerdì 29 e sabato 30 marzo dalle 9.00 alle 19.00 e domenica 31 marzo dalle 9.00 alle 18.00 con ingresso sempre gratuito.

Chiara Panzeri

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