“POS”, CROLLA IL COSTO
PER GLI ESERCENTI: -50%
SUL CANONE MENSILE

MILANO – Con l’introduzione delle sanzioni per esercenti e professionisti che non accettano pagamenti con carta dai loro clienti, la questione del ‘POS obbligatorio’ è tornata a essere di grandissima attualità nel corso di quest’anno. La nuova normativa, la cui entrata in vigore è stata anticipata da gennaio 2023 a fine giugno 2022, prevede una sanzione pecuniaria di 30 euro che viene aumentata del 4% del valore della transazione per chi rifiuta un pagamento con carta. La manovra finanziaria introdurrà, dal gennaio 2023, una soglia di esenzione (fissata tra i 40 euro e i 60 euro molto probabilmente, una decisione definitiva deve ancora essere presa).

Per far luce su quelli che sono i reali costi da sostenere da parte di esercenti e professionisti, in relazione all’utilizzo del POS per accettare pagamenti, l’Osservatorio ConfrontaConti.it e SOStariffe.it hanno realizzato un’indagine sui costi in Italia del POS nel 2022. Tali costi sono in netto calo: la spesa iniziale si riduce del 59% rispetto al 2017. La spesa media iniziale da sostenere per il POS è di 28 euro con un calo del 59% rispetto ai dati del 2017. C’è una differenza di oltre 20 euro per la spesa iniziale da sostenere per un POS Mobile (33,28 euro) e quella per un POS Fisso (9,29 euro).

Le commissioni troppo alte sono, da sempre, uno dei fattori che spinge molti esercenti a rifiutare il pagamento tramite POS. Anche in questo caso, però, il trend del settore è chiaro. Le commissioni applicate dagli istituti alle transazioni effettuate con un POS sono in netto calo. Considerando le carte di pagamento che utilizzano il circuito PagoBancomat, per esempio, si registra una commissione media pari all’1,23%. Il dato è sensibilmente inferiore rispetto a quello fatto registrare dal settore nel 2017 quando un pagamento tramite il circuito PagoBancomat comportava una commissione media pari all’1,92%.

L’indagine dell’Osservatorio si concentra anche su di un’analisi dell’evoluzione dei costi del POS nel breve periodo. In particolare, lo studio ha messo a confronto i dati della rilevazione di agosto 2022, poche settimane dopo l’entrata in vigore delle sanzioni, con quelli relativi al mese di dicembre 2022, mentre il Governo è al lavoro per definire la soglia di esenzione per i pagamenti con carta. Il confronto tra agosto e dicembre 2022 conferma un aumento dei costi per il POS in Italia. La scorsa estate, infatti, la spesa iniziale richiesta per il POS era di circa 23 euro mentre il canone medio era pari a poco più di 6 euro al mese. Di conseguenza, si è registrato un aumento del +21% per il costo fisso e del +44% per il canone mensile richiesto agli esercenti per l’utilizzo del POS. La crescita dei costi fissi, però, si accompagna a un ulteriore calo delle commissioni.

Sia i costi fissi che le commissioni legate all’utilizzo del POS sono, quindi, in netto calo. Questa tendenza si riflette sulla spesa complessiva registrata dagli esercenti. L’Osservatorio ConfrontaConti.it e SOStariffe.it, infatti, ha realizzato una serie di simulazioni per quantificare il calo percentuale registrato dalla spesa media da sostenere per l’utilizzo di un POS come strumento per accettare pagamenti. L’indagine ha preso in considerazione tre profili diversi: il libero professionista, il negoziante e il ristoratore. Per un libero professionista si registra un calo sostanziale della spesa legata al POS. Tale calo va da un minimo del 38% (utilizzando un POS Mobile ed effettuando solo transazioni tramite circuito PagoBancomat) a un massimo del 64% (con POS Fisso e transazioni effettuate con “altre carte”). Percentuali simili anche per il negoziante che registra un taglio della spesa compreso tra il 33% e il 61%. Si riducono in modo significativo anche le spese per il ristoratore. In questo caso, il taglio della spesa legata all’utilizzo del POS è ancora una volta compreso tra il 33% ed il 61% in base al tipo di POS utilizzato e alle carte con cui viene effettuato il pagamento da parte del cliente.

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