VALSECCHI CANDIDATO SINDACO
SVELA UN ACCORDO COL PD
E ‘NON INTESA’ SUL PROGRAMMA

LECCO – Più che la presentazione della propria candidatura a sindaco di Lecco, quella di Corrado Valsecchi sul battello Dalia è sembrata una seduta di autoanalisi. C’erano il passato, il presente, l’increspatura dell’emozione e perfino il lapsus alla fine dell’elenco delle doglianze verso il PD (mai nominato), di chi si sente abbandonato: “Basta, chiudiamola qui“. Frase che ha fatto saltare sulle sedie i suoi fedeli sostenitori, presenti per sostenerlo con partecipazione e passione. Un buttato lì per chiudere l’incontro, ma detto in un modo tale da sembrare riferirsi al suo impegno a Lecco.

D’altra parte Valsecchi è tra i fondatori dei Civici, movimento del sindaco di Milano Sala e Gori di Bergamo, ma per l’attuale corsa elettorale ci sono stati mancati accordi sull’uso di quel simbolo; così la lista che verrà presentata sarà ancora quella di Appello per Lecco. Il super assessore guarda alla città manzoniana, ma pure fuori per far rete con gli altri sindaci e amministrazioni espressioni di liste civiche di centro sinistra, una rete sulla quale crede molto.

Rivela i dettagli dell’accordo con il PD, chiuso due mandati amministrativi fa. Aveva una lunghezza temporale di 20 anni, i primi dieci di appannaggio di un primo cittadino espresso dal partito e i secondi dieci affidati al governo di un sindaco di Appello.

“Siamo stati fedeli a quell’accordo: APL ha votato il 100% delle delibere proposte dalla giunta Brivio”, ha chiosato il candidato sindaco.

Ma le cose sarebbero andate diversamente. Trascorsi due lustri e visto il clima politico, altro che passaggio di testimone ad APL.

Ecco uscito dal mazzo di carte il jolly a sorpresa Gattinoni, un fulmine a ciel sereno per Valsecchi. Il quale non lesina ringraziamenti e riconfermata lealtà a Virginio Brivio, nonostante il senso di abbandono e la delusione siano forti.
Del sindaco uscente riconosce molto lavoro fatto, salvando in ciò anche il proprio impegno in giunta. “Quando verrà pubblicato il bilancio di mandato, si vedranno quanti sono i progetti realizzati”: dai parcheggi, alla messa in sicurezza in via Valsugana, ai numerosissimi edifici di proprietà comunale tra cui scuole e perfino il tetto della caserma dei pompieri non accatastati e ora messi in regola e infine alla pista ciclabile della Malpensata.

Qualche rimpianto viene rivolto al centro sportivo del Bione in eredità alla prossima giunta però ci sarà il bando iniziale del rifacimento del lungolago, con un nuovo waterfront per Lecco e il sostanziale miglioramento dal pesante passivo che gravava sulle finanze della città. “Abbiamo ricevuto dalle amministrazioni precedenti tante situazioni aperte, pendenti anche da trent’anni”, molte risolte un po’ alla volta” ha sottolineato Valsecchi.

Nel futuro prossimo sarà possibile riportare l’unità nel centro sinistra, ora diviso? Sì, dice il candidato di APL, ma esclusivamente attraverso “accordi interdipendenti e all’interno di un programma condiviso“. Che chiaramente ancora non è sul tavolo.

Nello stretto quanto suggestivo battello che accoglieva una settantina di persone, a scaldare la platea si sono alternati il consigliere regionale dei Lombardi Civici Europeisti Niccolò Carretta, l’ex presidente di Appello Anna Maria Riva, l’attuale n.1 Rinaldo Zanini, il comunicatore dell’area Giorgio Gori Biagio Longo, il giornalista Stefano Golfari. Insomma tanta Milano: perché Lecco va bene, ma agganciata alla metropoli. Qui il punto di contatto con l’avversario c’è, come per i temi dello sviluppo turistico, della cultura dell’accoglienza e dell’attenzione ai più deboli e ancora delle infrastrutture e dei trasporti (16mila pendolari raggiungono il nostro capoluogo ogni giorno).

Valsecchi ha sempre in testa la grande Lecco e pensa all’unione dei Comuni, vuole una città che sappia preservare quanto è rimasto della produzione del ferro, ma che guarda all’internazionalizzazione. Non a caso, durante l’incontro è stata letta una lettera di sostegno al candidato del lecchese Donato Di Santo, già sottosegretario nel governo Prodi negli anni Novanta e ora segretario generale di IILA, organizzazione internazionale italo-latino americana.

E poi c’è sempre  l’idea della Grande Lecco, declinata come unione dei Comuni, per dare sfogo alle istanze di una città che ormai ha saturato l’utilizzo di territorio: “Stiamo implodendo. Non possiamo tenere tutto qui: caserme, scuole, edifici della provincia. Ogni giorno riceviamo 16mila pendolari”.

Rispetto a Gattinoni, Valsecchi si pone come colui che ha esperienza e dopo dieci anni nell’amministrazione vorrebbe concludere i progetti rimasti impigliati nei tempi lunghi dei processi amministrativi.

Ricordando le riqualificazione dei monumenti di san Nicolò e dell’abate Stoppani ad opera di APL e quello tentato dell’isola viscontea, ha espresso il suo profondo amore per Lecco: “Una città bella, in cui mi piace vivere”. E sulla quale è in corso un cambiamento strutturale radicale.

 

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