MORTO DON GIUSEPPE LONGHI.
GARLATESE, GUIDA DEL COE,
S.NICOLÒ TRA I PRIMI INCARICHI

LECCO – Chiesa lecchese in lutto oggi per la morte di monsignor Giuseppe Longhi. Nato a Garlate nel 1938, don Giuseppe è diventato sacerdote ambrosiano nel 1963 e negli ultimi giorni si trovava alla Rsa Fondazione Borsieri di Lecco.

Tra i primi incarichi da giovane sacerdote, dopo esser stato professore al seminario di Masnago, don Giuseppe fu vicario parrocchiale a San Nicolò di Lecco (dal 1968 al 1978), divenne poi parroco di Ferno, di Cinisello Balsamo, poi vicario episcopale della zona pastorale di Melegnano e nel 1997 membro della commissione arcivescovile per le unità pastorali.

Nel 1999 iniziò la sua missione con il Coe di Barzio raccogliendo come consigliere spirituale il testimone lasciato da don Francesco Pedretti, un periodo durante il quel fu anche presidente della Comunità.

Dal 2006 al 2014 don Giuseppe fu responsabile della comunità pastorale “S.Vincenzo” di Cantù e prefetto del capitolo di San Paolo, nel 2011 assunse anche l’amministrazione parrocchiale di Cucciago e Senna Comasco. Nel 2014 divenne sacerdote residente a Besana Brianza e dallo scorso 1° novembre fu trasferito alla Fondazione Borsieri.

Ecco il saluto del Coe, dove sarà ricordato come un compagno di viaggio:

Dal 1999, dopo la morte di don Francesco Pedretti, don Giuseppe è assistente spirituale dell’Associazione e Comunità COE e Presidente della Fondazione COE fino al 2009. Da allora non ha smesso di seguirci, ascoltarci, confortarci e condividere con noi momenti di preghiera e di convivialità.

All’inizio di questo impegno così scriveva: “Io mi metto dentro come un compagno di viaggio in questo cammino splendido e, naturalmente come prete, perché sono prete, e quindi con attenzione fino in fondo alla dimensione spirituale e alle fonti di riferimento per questo cammino. A me sembra anzitutto mettere un ancoraggio preciso sulla nostra partenza e quindi ascoltare fino in fondo parole semplici e grandi del testamento spirituale di don Francesco, dove tutta la linea di fondo ruota attorno alla frase evangelica “voi siete miei amici” e dove la gioia di questa amicizia prorompe e si esprime in espressioni e in indicazioni precise anche per noi, dove la gioia naturalmente richiede la scelta di una fede sincera e schietta e dove la fede implica uno stare tra noi in rapporto di comunione e dove ancora questa comunione diventa capacità di bontà…”.

Compagno di viaggio don Giuseppe, che il Signore ha chiamato a sé la mattina del 26 novembre: un compagno amico, attento, premuroso, paterno, spiritualmente profondo a indicarci sempre come fine il Regno di Dio e il suo servizio.

 

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