BENZINA ANCORA IN RIALZO,
UN MECCANISMO PERVERSO

gas-station-benzina rifornimentoPetrolio e benzina: un binomio che dovrebbe andare quasi di pari passo, ma che si rivela invece fortemente sbilanciato. Parliamo ovviamente del prezzo del petrolio e del costo della benzina: teoricamente, al salire del primo dovrebbe corrispondere una salita anche del secondo, ma sempre secondo una sorta di equilibrio. Il prezzo della benzina, infatti, riflette non solo il costo del petrolio, ma anche le successive spese per la lavorazione: normale, dunque, che l’aumento del prezzo della benzina sia sempre un pelo superiore all’aumento del costo dell’oro nero. Questo, almeno, nel mondo delle favole.

I costi che incidono sul prezzo della benzina

Fra i tanti fattori che influenzano il costo della benzina c’è chiaramente il tasso di cambio euro dollaro, che però negli ultimi tempi vedeva la moneta europea ben più forte di quella a stelle e strisce, favorendo così l’importazione del greggio. Senza poi considerare che la parziale uscita dalla crisi economica ha portato ad una leggera ripresa delle compagnie petrolifere, e ad un aumento del greggio che, di conseguenza, ha di riflesso fatto salire il costo di tutti i tipi di carburante. Infine, ad aumentare il prezzo finale della benzina (almeno in Italia) interviene anche l’IVA. Ma solo le accise il vero dramma degli italiani: vediamo qui di seguito i motivi per cui solo nel nostro Paese si può assistere ad una situazione così grottesca.

Aumento pazzesco del costo della benzina? Colpa delle accise

In molti avranno notato l’esplosione dei prezzi della benzina a inizio aprile. Il motivo non è legato esclusivamente all’aumento del prezzo del petrolio, in leggera salita dopo mesi di crisi, ma comunque non tale da giustificare questo vertiginoso aumento dei prezzi del carburante. Il vero problema che inficia l’equilibrio di questo meccanismo, rendendolo perverso, sono le accise: in Italia siamo autentici esperti per quanto riguarda le tasse sproporzionate, o addirittura tragicomiche. Un esempio? Sulla benzina che acquistiamo nel 2016, gravano ancora tasse risalenti all’Abissinia del ’36, alla crisi di Suez del ’56, al Vajont del ’63 e tanti altri momenti di crisi che, pur avendo oramai quasi mezzo secolo, ancora oggi vengono conteggiati sulle accise per la benzina. Con un aumento complessivo del prezzo del carburante del 68%, e con sentiti ringraziamenti al nostro stupendo e amorevole Governo.

Benzina fra Svizzera e auto elettriche

È la fine di un’epoca: non conviene più, per i cittadini lombardi, andare a fare il pieno di benzina in Svizzera. Quello che per decenni è stato un vero e proprio turismo economico, oggi è inesorabilmente destinato a cadere: con l’abolizione del cambio minimo con l’euro, e con una crisi economica che ha investito anche il paese elvetico, in pratica non si vende più benzina. I distributori elvetici stanno chiudendo i battenti, e per gli abitanti della Lombardia è la fine di un vero e proprio mito.

Il futuro, però, non ha il colore dell’oro nero, ma la brillantezza dell’elettricità: le auto elettriche sono infatti destinate a rimpiazzare la benzina, ma molto dipende (come sempre) dalle politiche economiche del nostro Paese. Non resta che sperare che in futuro anche l’Italia si accorga della convenienza dell’energia pulita.

 

 

 

Pubblicato in: Economia

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