TERRIBILE AD ABBADIA: MADRE UCCIDE IL FIGLIO DI TRE ANNI

imberti k.ABBADIA LARIANA – Una donna originaria della Costa d’Avorio, Aicha Christine Khuolibaly di 25 anni ha accoltellato il proprio figlio, che doveva ancora compiere tre anni. E’ accaduto questa notte, vani i tentativi di salvare il piccolo. Forse un raptus di follia all’origine del gesto; la madre è sposata con Stefano Imberti, 43enne idraulico di Mandello, la famiglia abita nel centro del paese di Abbadia e ha un altro figlio, una bimba di pochi mesi, Sara.

La vittima è stata portata d’urgenza, ancora in vita, nella notte all’ospedale di Lecco, ma purtroppo non c’è stato niente da fare malgrado il prodigarsi dei sanitari. Ben cinque chirurghi hanno provato ad intervenire per salvare il piccolo Nicolò, colpito da più coltellate al cuore.
Indagini in corso da parte dei Carabinieri di Lecco.

imberti nicoloSecondo quanto è stato possibile apprendere dai nostri inviati sul posto, una volta scoperto il folle gesto il marito avrebbe strappato dalle braccia della donna il figlio, poi sarebbe corso nella vicina casa della sorella. Quest’ultima ha allora raggiunto il luogo della tragedia e – ma si tratta di voci – avrebbe lottato con la cognata, forse per evitare che quest’ultima gettasse dalla finestra la seconda figlia.

Nicolò viene descritto come un bellissimo bambino, alto e molto vivace. La donna, originaria della Costa d’Avorio, è stata portata via dai Carabinieri, mentre il marito correva in ospedale nella speranza che Niccolò potesse salvarsi.

Sconvolto il sindaco di Abbadia, Cristina Bartesaghi: contattata da LeccoNews ha commentato solo: “In casi come questo, purtroppo non c’è nulla da aggiungere”.

007“Quando si verificano simili episodi, non si hanno parole – dichiara sconvolto il parroco di Abbadia don Vittorio Bianchi – E’ incredibile come la vita, certe volte, porti a compiere azioni così drammatiche e inspiegabili. Ora non serve giudicare né puntare il dito, ma semplicemente riflettere sull’effimerità dell’esistenza umana e sul suo valore, e pregare, pregare per quella piccola anima innocente che è stata accolta troppo presto tra le braccia del Signore”.

La casa della famiglia in via Giordanoni è stata posta sotto sequestro; la piccola Sara nel frattempo è stata affidata alle cure della zia, sorella gemella del padre Stefano.

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