RUBRICA IL RACCONTO:
“RIMEDIO E IL MIRACOLO
DELLA FANTASIA”

LECCO – Nuova puntata della rubrica dedicata ai racconti. Ci accompagna settimanalmente la penna di Antonella Straziota, autrice di Malgrate specializzata in storie e favole per bambini, che ogni mercoledì proporrà una sua opera originale.

Se volete pubblicare un vostro testo (per l’infanzia o meno), inviateci brevi racconti alla mail di Lecco News.

Buona lettura.

 

Rimedio e il miracolo della fantasia

Fin da quando era piccolissimo, Rimedio era abituato a risolvere i problemi di tutti. Era sempre chiamato in causa quando qualcuno incappava in qualche ostacolo. “C’è Rimedio per tutto!” solevano dire. E così’ lui, il pioniere dei computer, si ingegnava, tramite le sue conoscenze, a rimediare a tutto. Un brutto giorno, però, accadde qualcosa che cambiò completamente e definitivamente la sua esistenza. Mentre era intento in una ricerca per risolvere un problema di fisica quantistica particolarmente ostico, un mattone lo colpì, proprio al centro del suo schermo.

Lì per lì sembrò che l’accaduto non avesse non avesse sortito alcun effetto sul cervellone… ma, dopo qualche ora, il povero Rimedio iniziò a dare segni di cedimento, ripetendo all’infinito frasi sconclusionate. Dopo aver provato più volte a farlo riprendere, con sommo dispiacere, i suoi padroni, si arresero all’evidenza: Rimedio era ormai inutilizzale! Così portarono il computer in una discarica, dove il povero Rimedio trovò altri suoi colleghi elettronici che avevano fuso i loro sistemi operativi.

Qui, mentre continuava a straparlare, ripetendo incessantemente le parole “responsabilità” e “rinnegare”, inciampò in qualcosa che gli disse: “Io non rinnego la mia responsabilità, ma come hai capito che sono io la causa dei tuoi guai?”

Nell’udire quelle parole il computer si zittì e, guardandosi intorno, cercò di capire chi avesse pronunciato quella frase. Si rese così conto che lì, di fronte a lui, sull’unico albero cresciuto su quel terreno arido, c’era un camaleonte perfettamente mimetizzato tra i pochi rami secchi. Ripresosi dallo shock, chiese spiegazioni all’animale, che gli disse: “Innanzitutto mi presento: mi chiamo Emitage e ti ho portato qui per un motivo ben preciso”.

Incuriosito, Rimedio, gli chiese di quale fosse questo motivo, ma il camaleonte, mormorando un laconico: “Lo scoprirai da te…” sparì nel nulla. Il cervellone elettronico, allora, rimasto solo, si adoperò per trovare la risposta alla sua domanda, nell’unico modo che conosceva: pensando. Pensò e fece ricerche tanto a lungo da fondere i fusibili e la sua memoria.

“Ok, ci rinuncio!” concluse dopo l’ennesima, inutile, ricerca: “Questo è un vero e proprio enigma: proprio non riesco a capire perché mai quel camaleonte sia la causa dei miei guai e soprattutto non comprendo perché io sia qui!” e, sospirando, si adagiò, sconfortato, su Arzilla, una vecchia ma ancora comodissima poltrona che non riusciva a credere che dopo i tanti sguardi languidi e ammiccanti che gli aveva lanciato, finalmente aveva l’occasione di farsi notare dall’oggetto dei suoi desideri.

Perciò si diede da fare, affinché il suo adorato computer potesse riposare al meglio; e così, mentre riposava i suoi stanchi circuiti, godendosi i massaggi della poltrona, cominciò a guardarsi intorno e a notare cose cui prima non aveva fatto caso: si trovò così a rispondere al sorriso di un girasole che era lì, sotto ai suoi piedini e che sembrava essere cullato da una dolce melodia.

“Cos’è questo suono? Da dove proviene?” si chiese. E così, in men che non si dica, si ritrovò, insieme ad Arzilla, vicino ad una meravigliosa cascatella che scendeva da un monte innevato e rimase lì, incantato, ad ammirare il panorama.

In quel momento ricomparve Ermitage, che gli chiese: “Allora, hai compreso il motivo per il quale sei qui?” “Sì, dovevo imparare a vedere il mondo da un’altra ottica” rispose Rimedio “e sai cosa ho scoperto? Non voglio più tornare a vederlo come lo vedevo prima… mi perdevo troppe cose belle!”.

Il camaleonte allora gli disse: “Bravo, amico mio… hai scoperto il motivo per il quale ti ho portato qui. Però questa scoperta deve arricchire e non annientare la tua natura, che non può e non deve cambiare!” e così dicendo Ermitage riprese il mattone che aveva usato per metterlo momentaneamente fuori uso e lo colpì nuovamente, facendolo tornare in funzione e, soprattutto, facendo in modo che i suoi vecchi padroni lo riprendessero con loro.

Da quel giorno Rimedio è tornato alla sua attività ed è diventato ancora più prezioso, in quanto riesce a risolvere i problemi conciliando raziocinio e fantasia.

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Antonella Straziota
Nasce a Bari nel 1971, laureata in scienze politiche, da dieci anni vive a Malgrate.
La sua passione è scrivere per diletto, e grazie alla sua immaginazione scrive racconti per bambini.
È autrice dei libri “Favole e… favole” e “Natale con fantasia” pubblicati in self-publishing, e della collana “Ai e Sil alla ricerca della sicurezza perduta” (raccolta di sei libri per bambini sul tema della sicurezza), pubblicato dalla casa editrice AIESiL. Ama la natura, la lettura, i gatti e fare passeggiate.

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