LE ‘IENE VEGANE’ A MALGRATE:
INDUSTRIA DELLA CARNE,
DALLA BRUTALITÀ DEI MACELLI
A TANTI DATI SCIOCCANTI

MALGRATE – Conferenza di Alessandra Di Lenge, presidente dell’associazione Iene Vegane, ospitata  da Malgrate.

L’ONLUS, nata nel 2016 per volontà di attivisti animalisti vegani, ha salvato tra l’altro due vitelli –Achille e Zorz – dal macello.

Scopo dell’incontro è stata la sensibilizzazione dei partecipanti riguardo alle scelte alimentari , con le della presidente e la visione di alcune video-inchieste, la più sconvolgente delle quali è stata registrata in un allevamento di maiali fornitore di salumi lombardi (le immagini, catturate grazie a una telecamera nascosta, sono davvero raccapriccianti). Gli animali, oltre ad essere trattati con estrema brutalità e a vivere in condizioni igieniche agghiaccianti, non vengono nemmeno uccisi con l’eutanasia, come vorrebbe la legge, ma con metodi che vengono riconosciuti illegali dagli allevatori stessi. E questo non è un caso isolato, bensì la normalità.

Ma, tralasciando l’etica, possiamo anche far felici i molti a cui piacciono i numeri: 150-170 miliardi di animali sono uccisi ogni anno a scopo di nutrizione; “la soia e il frumento di cui essi si cibano basterebbero a sfamare tutta la popolazione mondiale, che oggi conta 7,7 miliardi di individui. Già da anni la FAO sostiene che, nel caso in cui tutti passassero alla dieta vegetale, ci sarebbe cibo per tutti e si risparmierebbero quelle 24.000 persone che ogni giorno muoiono di fame” sottolinea Alessandra Di Lenge.

Come si può poi non citare l’impatto climatico dell’industria della carne? Quella bovina detiene il triste record con i suoi 15.500 litri d’acqua necessari alla produzione di un solo chilogrammo di carne. E la bresaola valtellinese Igp? “Tutt’altro che chilometro zero, essendo fatta di carne di zebù” che, per chi ragionevolmente non lo sapesse, è un bovino allevato in Sudamerica. Lo stesso luogo che ospita quella che, fino a pochi mesi fa, era una bruciante foresta amazzonica che, con i suoi fuochi tanto spettacolari quanto spaventosi, aveva catturato l’attenzione del web.

Cosa si ricava da una serata come quella di Malgrate? Il messaggio che passa non è magari quello di eliminare completamente da domani carne, uova e latticini dalla dieta e di gettare alle fiamme buona parte del frigorifero, ma solo di dare un’occhiata ai video facilmente reperibili su Internet che – non abbiamo dubbi – a qualcuno faranno cambiare idea.

Chiara Aldè

Pubblicato in: Cultura, Associazioni, politica, Ambiente, Malgrate, Economia Tags: 

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