LECCO/BIRRE E MULTE DA 80 €.
DISOBBEDIENZA CIVILE
PER UNA NORMA MORALISTA

LECCO – Lunedì sera in Piazza Diaz a Lecco, alcuni esponenti di +Europa Lario e dell’Associazione “L’Asino di Buridano” hanno dato vita ad una manifestazione di disobbedienza civile contro il provvedimento assunto dal Comune di Lecco di vietare la vendita ed il consumo di alcolici dalle 19 alle 5, riprendendo l’ordinanza che scadeva giusto il 2 agosto, che limitava la vendita dalle 21, quindi la nuova inasprisce le restrizioni.

I partecipanti, muniti di una scorta di bottiglie di birra hanno stazionato nei pressi del Comune per circa un’ora, spiegando ai passanti le ragioni del proprio gesto.

Sul posto anche alcune pattuglie della Polizia Locale che hanno contestato ai manifestanti la violazione delle norme che regolano il consumo di bevande alcoliche sul territorio comunale ed elevando verbale di violazione dell’ordinanza con una sanzione che va dagli 80 ai 480 euro, questo per ogni partecipante alla manifestazione.

“Gli agenti hanno fatto esattamente quello che erano tenuti a fare. Da parte nostra provvederemo ad impugnare le contravvenzioni, seguendo la procedura prevista dalla legge – ha spiegato Francesco Cima Vivarelli, coordinatore di + Europa Lario.

Da parte sua Domenico Saggese, presidente del gruppo lariano di +Europa ha spiegato: “Ciò che noi abbiamo voluto sottolineare è il fatto che l’adozione di norme come quella di proibire la vendita ed il consumo di alcolici non risolve il problema di fondo che episodi come quelli che hanno portato all’adozione di tale misura sostanziano. Sono ben altre le politiche che andrebbero adottate. Qui si stanno curando i sintomi e non la malattia”.

Luca Perego, coordinatore regionale di + Europa Lombardia e membro dell’Assemblea Nazionale, presente alla manifestazione ha spiegato: “Non è con la semplice proibizione che si eliminano comportamenti così deprecabili come quelli rappresentati da risse o altri comportamenti abnormi da parte di alcuni gruppi di giovani. Così facendo semplicemente si sposta nel tempo, sperando che poi non si verifichino, comportamenti devianti, che hanno radici in ben altri spazi. Inoltre si colpiscono, e questo senza che i difensori della ‘libertà economica’ abbiamo alzato un dito, gli operatori economici del settore, privati di una fonte di reddito proprio in un momento, quello estivo, fondamentali per le loro attività”.

Luca Maggioni, già tesoriere di + Europa Lario e componente dell’Assemblea nazionale spiega: “Il paradosso è che nemmeno si può circolare, visti che è punita anche la detenzione, con delle bottiglie di bevande alcoliche. Se devo recarmi a casa di amici e voglio portare come presente una bottiglia di vino, devo farlo sperando di non essere fermato dalla forza pubblica. Siamo alla follia. Questi sono metodi che avremmo sperato non vedere adottati da una giunta che si dice progressista e riformista”.

“L’ordinanza in questione è un provvedimento di tipo unicamente moralistico, figlio del pregiudizio nei confronti di comportamenti ritenuti poco etici come bersi una birra per strada. I risultati concreti sotto il profilo dell’ordine pubblico sono pressoché inesistenti: la stessa giunta, nel prorogare il divieto, non è stata in grado di fornire dati precisi che ne dimostrino l’utilità” dichiara Simone Galimberti dell’associazione “L’asino di Buridano”.

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