MAURO PIAZZA: “IL GOVERNO
SPINGE AL CENTRALISMO.
QUI L’AUTONOMIA FUNZIONA”

LECCO – Nelle ultime ore ci sono state dichiarazioni da parte di esponenti della maggioranza del Governo, su tutte quelle del vice segretario nazionale del Pd Andrea Orlando e del capo politico del M5S Vito Crimi, con cui si ventila l’ipotesi di togliere la tutela della salute dall’articolo 117 della Costituzione, come competenza regionale, e riportarla in capo allo Stato.

“Questi tentativi neocentralisti da parte del governo sono una mera strumentalizzazione della tragedia che stiamo vivendo – ha spiegato il consigliere regionale Mauro Piazza-. Le regioni che hanno chiesto l’autonomia hanno dimostrato che l’eccellenza dell’organizzazione sanitaria in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto è stata decisiva nel fronteggiare l’epidemia. Ciò è avvenuto nonostante l’immobilismo statale, che non ha risposto nei tempi necessari che l’emergenza richiedeva”.

Da parte dello Stato centrale i segnali che arrivano sono a dir poco sconcertanti. E come sempre accade in questo Paese, la lettura della realtà avviene esattamente al contrario, cioè non si parte da un dato di fatto – ha rimarcato Piazza -. Se questa emergenza fosse successa in un contesto e in un sistema sanitario regionale di quelli che sono perennemente in dissesto o commissariati da anni, probabilmente avremmo raccontato una storia molto più amara di quella che stiamo raccontando adesso”.

“Se oggi Regione Lombardia potesse disporre dei 54 miliardi di euro di residuo fiscale credo che sarebbe stata in grado di avere una struttura sanitaria ancora più forte con risorse sufficienti per dare una risposta ancora più adeguata a questo scenario totalmente inedito” continua il consigliere regionale.

“Il rischio con queste affermazioni è che ci si avvii verso un approccio alla gestione del mondo sanitario uguale a quello che ha prodotto l’organizzazione della consegna dei dispositivi di protezione o come la continua produzione di modelli di autocertificazione per la libera circolazione delle persone: e, alla luce di quanto avvenuto, sono convinto che nessuno voglia tornare nelle mani di Roma” prosegue.

“Credo che i lombardi abbiano tutti gli elementi sotto gli occhi per vedere che dove siamo liberi di fare facciamo e facciamo bene. Se partiamo da questo, cioè da un’osservazione dei fatti, credo che saremo tutti concordi nel poter chiedere ulteriormente, al termine dell’emergenza in corso, quanto è previsto nella Carta Costituzionale: una piena autonomia”.

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