METASTASI: PER QUI LECCO LIBERA DALLE CARTE DEL GIP “BRIVIO SAPEVA E TENTO’ LA TRATTATIVA”

LECCO – Un dovuto atto di chiarezza è quello che gli attivisti di Qui Lecco Libera chiedono a gran voce al sindaco Virginio Brivio. Per quanto la posizione del primo cittadino all’interno delle vicende di Metastasi non assuma rilievi penali, nelle carte del GIP traspare un Brivio a conoscenza delle “ombre” sulla Lido di Parè srl sin dal luglio 2011, e attivo, dopo l’informativa della Prefettura, nell’instradare Marco Rusconi nella trattativa invece che nella revoca dell’appalto.

La ricostruzione dei fatti proposta da Qui Lecco Libera ad una sala Ticozzi gremita di cittadini ma con anche una nutrita rappresentanza di amministratori locali, si è basata sulle carte dell’istruttoria del GIP.

Telefonate, intercettazioni ambientali, scambi di sms, il tutto concorre ad illustrare i rapporti collaborativi tra i protagonisti dell’indagine – Marco Rusconi, ex sindaco di Valmadrera, Ernesto Palermo, ex consigliere comunale di Lecco -, il boss Mario Trovato, e il coinvolgimento di altri amministratori locali quali il sindaco Virginio Brivio e l’ex presidente della provincia Mario Anghileri.

META3«Né giudici né inquisitori, vogliamo solo illustrare l’evidenza dei fatti e denunciare la non assunzione di responsabilità politica ed etica». Questo l’obiettivo dell’associazione secondo Duccio Facchini, mattatore dell’incontro.

Lecconews.lc proporrà in esclusiva la registrazione video della serata di cui consigliamo vivamente la visione per avere piena conoscenza dell’inchiesta che ha risollevato il velo sulla presenza della ‘ndrangheta nel territorio lecchese.

Evitando di giungere a conclusioni prima del tempo vi proponiamo di seguito i passaggi più interessanti della presentazione di QLL.

PARE' LIDO E PRATONEL’inchiesta denominata “Metastasi”si apre il 3 giugno 2009 attorno alla persona di Francesco Sorrentino. Il Lido di Paré entra all’attenzione dei magistrati il 7 marzo 2011 quando Ernesto Palermo informa telefonicamente Mario Trovato della possibilità di un bando per deciderne la gestione.

Nei giorni successivi viene creata una società di prestanome per partecipare al bando: Palermo sarà il tramite tra la Lido di Paré s.r.l. e Trovato.

Contemporaneamente il consigliere comunale di Lecco prende contatti con l’allora sindaco di Valmadrera Marco Rusconi che, secondo il giudizio dei magistrati, ben prima della pubblicazione del bando fornisce a Palermo informazioni privilegiate dimostrando in questo modo «evidente condotta di turbativa». Rusconi si rivela «assolutamente disponibile» nei confronti di Palermo concordando date e modalità di gara, un Palermo che tra l’altro non ricopre né mai ricoprirà alcun ruolo ufficiale nella Lido srl.

Le comunicazioni tra Rusconi e Palermo sono frequenti durante tutto il periodo della pubblicazione del bando. Il 29 aprile 2011 vengono aperte le buste, partecipa la “squadra” di Palermo e la vecchia gestione: il sindaco chiede al personale del Comune di mantenere il riserbo sugli esiti della gara fino al lunedì successivo, ma nel pomeriggio di quel 29 aprile è lo stesso sindaco a comunicare a Palermo la vittoria della “sua” Lido srl  davanti ad un caffè.

rusconi e palermoA Valmadrera è l’assessore Emilio Zangari a fiutare qualcosa di strano e strappa al sindaco la promessa che farà a Palermo «un discorsetto chiaro». Discorsetto che nelle intercettazioni si rivelerà alquanto mansueto. Il 16 maggio l’assessore Zangari avvisa il sindaco della presenza di Saverio Lilliu, uno dei prestanome, nel casellario giudiziario. Problema cui Rusconi consiglierà di porre rimedio facendo uscire la persona dalla Lido srl e in effetti questi cederà le proprie quote alla convivente.

Il 16 maggio 2011 entra in scena una prima volta il sindaco di Lecco Virginio Brivio che via sms chiede a Palermo «ma hai vinto appalto lido a Valmadrera?», il quale risponde affermativamente.

Il 17 giugno al comune di Valmadrera giunge un nucleo di Carabinieri per acquisire gli atti della gara per il Lido. Immediatamente Rusconi avverte Palermo.

In quei giorni la Edilnord della famiglia Musolino si accorge dell’influenza dei Coco Trovato nella Lido srl e decide di interrompere il rapporto di lavoro. Risvolto interessante questo dal momento che Vincenzo Musolino venne coinvolto a suo tempo nell’inchiesta “Wall Street”, parlò coi magistrati, e da allora risulta essere inviso alla famiglia Trovato.

Durante il mese di giugno la Prefettura continua a non rilasciare il certificato antimafia. Il 4 luglio 2011 Marco Rusconi viene convocato in Prefettura per il giorno successivo. Immediatamente il sindaco ne dà notizia a Ernesto Palermo. Dopo l’incontro Rusconi aggiorna Palermo «aperta un’indagine. Roba di sostanza, non di segnalazione» e fissano un incontro. In questo momento Marco Rusconi è ufficialmente a conoscenza di tutto quello che, secondo la magistratura, gravita intorno alla Lido srl.

A questo punto Palermo si attiva. Interpella Virginio Brivio affinché avvicini il prefetto e ne capisca le intenzioni. Palermo consulta anche il suo aggancio in Prefettura, un tale Giuseppe, nome probabilmente falso dal momento che la prefettura non ha dei dipendenti con questo nome. Trascorrono solo 4 minuti (orario documentato nelle intercettazioni) tra la richiesta di Palermo e la risposta del misterioso Giuseppe in cui rivela che a rallentare il rilascio del certificato antimafia c’è un’indagine dei Carabinieri.

Luglio è il mese fondamentale nella ricostruzione dei rapporti tra i protagonisti.

Il 9 luglio 2011 Rusconi si sfoga con Mario Anghileri, ex presidente della provincia di Lecco. Il 18 luglio è Virginio Brivio a parlare con il prefetto ed è in quell’occasione che parte dal telefono del sindaco l’sms già noto alle cronache destinato a Palermo: «Ciao parlato con prefetto per vicende Lecco accennato Valmadrera pare. Se vuoi ne parliamo ma non al telefono ma stasera in consiglio. Sento anche Marco». In mattinata Brivio incontra Rusconi ed è il sindaco di Lecco ad aggiornare degli esiti dell’incontro Ernesto Palermo. Alle 21 Palermo scrive ad Antonello Redaelli, altro prestanome della “Lido srl”: «Siamo nella merda». Secondo Palermo Rusconi sta temporeggiando.

Il 20 luglio esce l’informativa antimafia. Marco Rusconi in una telefonata ad una persona terza rivela di aver incontrato Virginio Brivio che gli ha “fatto vedere una lettera che indica in chi ha aperto Paré il fratello di un mafioso che ha ucciso delle persone” (forse Franco Trovato?).

Due giorni dopo è Mario Trovato a contattare Ivan Mauri, consigliere comunale di centrodestra a Lecco, spiegando cosa sta accadendo e dicendosi intenzionato ad agire per vie legali.

Ormai tutti nell’ambiente sanno che il ritardo nel rilascio del certificato antimafia è dovuto ai legami tra la Lido srl e la cosca Trovato. Si prospetta di conseguenza il ritiro della concessione sul Lido di Parè all’omonima società.

brivio virginio fascia sindacoIn questa fase il GIP scrive che Virginio Brivio «media per raggiungere un compromesso economico» tra il Comune di Valmadrera e la Lido srl che ha già iniziato dei lavori sul lotto, senza averne titoli. Infatti è Brivio il 22 luglio a consigliare a Rusconi «stai sereno che se Redaelli è prestanome non può esporsi più di tanto», lo stesso Redaelli che Brivio aveva appena ricevuto in municipio. Nella stessa conversazione Brivio augura a Rusconi che «non ci sia qualche consigliere del comune di Valmadrera che non faccia cazzate, Corte dei conti eccetera». Il 23 luglio Brivio parla a Palermo di risolverla con un conguaglio di 100mila euro «e metterci una pietra sopra».

Qualche giorno dopo il Prefetto riferisce a Rusconi dell’informativa antimafia e si assicura che non ne dia copia a nessuno. Rusconi invece il 29 luglio ne parla con Palermo: «Roba bella pesantina».

Il 4 agosto Rusconi aggiorna Brivio sul tentativo di risoluzione del bando: «Mi ha chiesto 150mila, sono fuori di testa». Brivio risponde «Stai su 100-120 mila».
Il 7 agosto il colpo di reni di Marco Rusconi che revoca l’appalto e coinvolge il TAR. Successivamente, il 4 giugno 2013, il Tar della Lombardia darà ragione al comune di Valmadrera confermando la bontà della revoca dell’appalto e smentendo la linea di mediazione caldeggiata ufficiosamente da Brivio.

Ad agosto 2011 comunque la “squadra Palermo” non prende affatto bene la decisione di Rusconi. le reazioni di Redaelli sono pessime e minaccia di rendere pubblica una qualche tangente. Anche Palermo è risentito con Rusconi: «Il culo ve lo siete parato. Intanto io sono nella merda. Ma ci andiamo tutti nella…».

A settembre 2011 Rusconi parla con la stampa locale, con la revoca dell’appalto dimostra pubblicamente di aver preso la decisione corretta e afferma di aver «difeso la città dalla mafia», ma per Palermo Rusconi sta parlando troppo. Lo dice a Brivio «Alcune cose non le deve dire».
E infatti “alcune cose” Brivio non le dirà durante un’intervista ad un quotidiano locale: «Sono amico di un socio della Lido ma non c’entro nulla».
Anche Rusconi ha avuto la sensazione di aver detto qualcosa di troppo alla stampa, tanto è vero che si confida con Mario Anghileri che però sconsiglia una rettifica «se no si torna a parlare della cosa».

Molte le cose che non tornano, evidenti le contraddizioni tra le dichiarazioni pubbliche e gli atteggiamenti privati degli amministratori. Un atto di chiarezza da parte del sindaco del capoluogo pare doveroso.

 

 

 

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