MALTRATTAMENTI E VIOLENZE,
DUE OMICIDI E TANTE ‘SPIE’.
I DATI DALLA QUESTURA
E LE INIZIATIVE PER EDUCARE

LECCO – In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre la questura di Lecco ha messo a disposizione i dati del periodo gennaio-settembre 2020 ed il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel lecchese ci sono stati due omicidi in contesto familiare, uno dei quali con vittima una donna (nessuno nel 2019), mentre per quanto riguarda i cosiddetti “reati spia” sono dimezzati gli atti persecutori (da 43 a 20) o quantomeno le denunce. Rimangono sullo stesso livello i maltrattamenti tra le mura domestiche (68 nel 2019, 62 nel 2020) e le violenze sessuali (14 nel 2019, 12 nel 2020).

Con l’occasione, personale della Polizia di Stato di Lecco ha distribuito in alcuni esercizi commerciali cittadini attualmente aperti varie copie della nuova edizione dell’opuscolo “Questo non è amore…”, che sono a disposizione della cittadinanza quale utile strumento di informazione e sensibilizzazione contro la violenza di genere.

Nel pomeriggio odierno, inoltre, alle 15, il vice questore aggiunto della Polizia di Stato Danilo Di Laura, dirigente della Squadra Mobile, parteciperà come relatore ad un incontro web sul tema della violenza sulle giovani donne, evento organizzato in collaborazione con l’Istituto Greppi di Monticello Brianza e con Informagiovani del Comune di Lecco. Una parte dell’incontro sarà dedicata all’attività svolta sia dalle forze dell’ordine sia dalle associazioni operanti sul nostro territorio, L’altra metà del cielo e Telefono donna di Lecco.

Tra le iniziative, si ricorda che quest’anno la nota app YouPol è stata estesa a segnalazioni di violenza domestica.

Ideata per contrastare bullismo e spaccio di sostanze stupefacenti nelle scuole, l’app è caratterizzata dalla possibilità di trasmettere in tempo reale messaggi ed immagini agli operatori della polizia. Le segnalazioni sono automaticamente geo-referenziate ma è possibile per l’utente modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti. Dall’app è inoltre possibile chiamare direttamente il 113: tutte le segnalazioni vengono ricevute dalla sala operativa della questura competente per territorio. Per chi non volesse fornire i propri dati è prevista la possibilità di segnalare in forma anonima.

 

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