RUBRICA, IL RACCONTO.
“LA PAGINA STRAPPATA”

LECCO – Continua la nuova rubrica dedicata ai racconti. Ci accompagna settimanalmente la penna di Antonella Straziota, autrice di Malgrate specializzata in storie e favole per bambini, che ogni mercoledì proporrà una sua opera originale.

Se volete pubblicare un vostro testo (per l’infanzia o meno), inviateci brevi racconti alla mail di Lecco News.

Buona lettura.

LA PAGINA STRAPPATA

Bianca era una pagina solitaria di un libro molto famoso.

Era convinta di essere trasparente: infatti, a differenza delle sue compagne, che restavano aperte anche per parecchio tempo, lei era guardata a malapena.

“Ma guarda che anche tu hai la tua importanza!” le diceva la sua mamma.

“Certo, certo!” pensava la piccola pagina “servo a fare aria ai lettori, nei giorni di gran caldo!”

Un giorno, mentre era lì, che attendeva solo di essere messa da parte come sempre, la persona che stava leggendo il libro la prese in mano e, invece di metterla sopra la pagina precedente, con un colpo deciso, la portò via dal libro e la prese con sé.

Lo sgomento di Bianca fu tanto, e non solo per il dolore atroce che provava lì nel fianco, dove aveva una bella ferita, ma soprattutto perché era stata strappata a sua madre e alle sue sorelle.

“Ora che farò, sola soletta?” Si chiedeva disperata.

Mentre formulava questi pensieri, però, su di lei piovvero tante lettere e tante parole e così non si sentì più sola, avendo trovare qualcuno con cui parlare e scoprendo contemporaneamente tante cose che lei ignorava e che aveva voglia di conoscere…

Ma non ebbe neanche il tempo di prendere confidenza con questa sua nuova realtà e assaporare il mondo fantastico in cui stava immergendosi, che un altro cambiamento si palesò nella vita della paginetta.

“Che sta succedendo?” chiese alle sue amiche, che venivano schiacciate con forza su di lei e che si confondevano le une con le altre, mentre tutto intorno cominciava a girare vorticosamente.

“Nulla, piccola amica” risposero in maniera sempre più flebile le parole su di lei “sta accadendo ciò che spesso accade a noi, quando colui o colei che ci ha pensato non è soddisfatto di come siamo state messe su di te e sulle tua sorelle: siamo scartate, insieme a voi…” e mentre udiva queste parole, Bianca, divenuta ormai solo una piccola carta appallottolata, cadde a terra, inerte.

In quel momento un improvviso colpo di vento fece volare ogni cosa e la piccola pagina bianca si ritrovò a fare dei giri immensi nell’aria, fino a posarsi sulle spalle di un vagabondo, che, anziché buttarla via, incuriosito da una parola che si intravedeva nell’angolo della palla di carta, la srotolò e cominciò a leggere ciò che vi era scritto.

Con un sorriso enorme l’uomo la accarezzò bene bene fino quasi a toglierle tutte le pieghe e la mise accanto ad altre pagine, simili a lei, che cominciarono a parlarle, dicendole che la loro vita, da quando avevano conosciuto quell’uomo era diventata meravigliosa.

“Vedremo…” rispose la paginetta, che, dopo le ultime vicende, cominciava ad aspettarsi sempre il peggio.

Così se ne stette in disparte, ad osservare un po’ ciò che accadeva… e, guardando quello che l’uomo riusciva a fare solo raccontando in giro le storie sue e delle sue amiche, cambiò piano piano atteggiamento, ricredendosi.

E così, girando per mari e monti con il Cantastorie e le sue nuove amiche, scopriva un mondo diverso da quello cui era abituata, e un giorno imparò che anche lei, nel suo piccolo, era importante…

Era un giorno come tanti, e Bianca si godeva il sole di agosto insieme al cagnolino Argo, che si divertiva a mordicchiare i suoi angoli, facendole il solletico. La sua allegria si spense nel momento in cui notò un uomo che sedeva, mesto, su una panchina.

 “Cantastorie, secondo me ha bisogno di te…” disse al vagabondo, il quale subito si apprestò a narrare uno dei racconti che inventava, prendendo spunto dalle pagine appallottolate che aveva raccolto.

L’uomo triste, sentendo le storie del vagabondo cominciò a sorridere, prima incurvando verso l’alto le sue labbra e poi accendendo una luce negli occhi.

Bianca era contenta di essere riuscita a rendere felice qualcuno… ma ciò che ancora non sapeva era che quell’uomo triste era uno scrittore che aveva perso l’ispirazione e che grazie all’incontro con Cantastorie l’aveva ritrovata.

E così, la nostra paginetta si ritrovò essere una delle protagoniste delle Storie iniziate e mai finite, raccontate in un libro dallo scrittore triste e comprese così, che anche lei era importante, perché ora aiutava a sorridere tanti lettori.

Antonella Straziota
Nasce a Bari nel 1971, laureata in scienze politiche, da dieci anni vive a Malgrate.
La sua passione è scrivere per diletto, e grazie alla sua immaginazione scrive racconti per bambini.
È autrice dei libri “Favole e… favole” e “Natale con fantasia” pubblicati in self-publishing, e della collana “Ai e Sil alla ricerca della sicurezza perduta” (raccolta di sei libri per bambini sul tema della sicurezza), pubblicato dalla casa editrice AIESiL. Ama la natura, la lettura, i gatti e fare passeggiate.

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