OSSERVATORIO CONFINDUSTRIA:
DISATTESO L’OTTIMISMO,
C’È FIDUCIA NELL’ANNO NUOVO

LECCO – I dati dell’Osservatorio Congiunturale sul secondo semestre 2018, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como, tracciano uno scenario con livelli in decelerazione rispetto a quelli dei primi sei mesi dell’anno. Le variazioni congiunturali sono di segno negativo, mentre sul versante tendenziale i dati indicano una situazione stabile.

Per gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato si registra una decelerazione congiunturale media del 3,6% rispetto a quanto rilevato tra gennaio e giugno, con un dato che disattende le previsioni positive formulate in occasione della precedente edizione dell’Osservatorio, che indicava +1% per ordini e produzione e +2,3% per il fatturato.

Il raffronto con il semestre luglio-dicembre 2017 evidenzia una performance tendenziale eterogenea: i dati indicano stabilità per domanda e attività produttiva (in media +0,3%), mentre il fatturato è più dinamico (+3,4%). Le previsioni per i primi sei mesi del 2019 sono nel segno della fiducia e si attestano mediamente a +2,3% per i tre indicatori.

“Anche se per il nostro territorio emerge ancora un quadro a tinte forse meno scure rispetto a quello nazionale tracciato dal Centro Studi Confindustria, ci sono diversi elementi di preoccupazione, soprattutto se letti in un’ottica di medio e lungo peridodo – evidenzia il presidente di Confindustria Lecco e Sondrio Lorenzo Riva. È vero infatti che secondo i dati che abbiamo rilevato la fiducia delle imprese non è al momento in calo, ma è altrettanto innegabile che in uno scenario deve il PIL è debole e le indicazioni di decrescita si intensificano, le strategie a sostegno della crescita sono totalmente assenti. I cantieri per le piccole e grandi opere sono ancora fermi e il lavoro continua ad essere la grande emergenza, dimenticata nei fatti, del Paese. Quota 100, contrariamente alle intenzioni dichiarate, non è una misura per i giovani e l’effetto sostituzione avrà un impatto molto limitato sull’occupazione delle nuove generazioni. Analogo discorso per il Reddito di cittadinanza, che in un momento di incertezza come questo non influirà positivamente nella dinamica domanda/offerta di lavoro”.

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