SINISTRA ITALIANA LECCO:
“NON PIÙ TOLLERABILE
IL GOVERNO DEI MIGLIORI”

Il 16 dicembre Sinistra Italiana Lecco era in piazza, all’Arco della Pace a Milano, a sostegno dello sciopero generale di otto ore proclamato da Cgil e Uil. Non è più tollerabile l’indifferenza del “governo dei migliori” e dei partiti che compongono la maggioranza verso le disuguaglianze e ingiustizie che permeano la nostra società e nei confronti di una grande fetta di popolazione che da tempo, esasperata, grida le proprie difficoltà.

Anzi, le risposte che vengono messe in atto vanno nella direzione opposta: come l’ultimo intervento sugli scaglioni Irpef e la riduzione dell’Irap (perché lo stanziamento di soli 8 miliardi é insufficiente per parlare di una vera e propria riforma fiscale) che non agevola i redditi più bassi, non redistribuisce e aiuta i più benestanti. I lavoratori sono costantemente vittime di ricatti e delocalizzazioni, uno degli ultimi episodi riguarda 270 lavoratori e lavoratrici a Jesi, e non esiste una legge che possa tutelarli.

Il diritto allo studio è un altro tassello lasciato indietro, considerati gli investimenti previsti per scuola e università; per questo abbiamo aderito anche allo sciopero della scuola statale che si è tenuto lo scorso 10 dicembre. Una giornata di lotta e mobilitazione di tutto il personale scolastico che ha posto domande concrete.

Attenzione e cura per la scuola pubblica significa investimenti nel personale, in termini di formazione e di assunzioni, diminuzione degli studenti per classe per una didattica di qualità, investire nell’edilizia scolastica spesso fatiscente. In pratica, un’ inversione delle politiche neoliberiste degli ultimi 20 anni, che hanno colpito anche la scuola pubblica.

Il dato dello sciopero nel territorio lecchese parla di un’adesione di oltre il 36% del personale, che ha visto l’appoggio di molte famiglie e anche degli studenti. Tutto questo mentre il costo della vita aumenta (costo farina, da marzo a ottobre 2021 +37,97%, pane +11.24%), rincarano le bollette (riscaldamento, dal 2013 al 2021 +12,33%, energia elettrica +55,17% fonte ocse) e l’Italia è l’unico paese UE in cui i lavoratori hanno uno stipendio più basso di 30 anni fa (-2,9%).

Sara Canali
Luca Volpe

 

Pubblicato in: Economia, Giovani, lavoro, politica Tags: 

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