LETTERA/HA SENSO PROPORRE
CONSUMO SUOLO ZERO?
LECCO GIÀ NON HA PIÙ SPAZI

Egregio Direttore, ho letto sul suo giornale che alcune liste civiche che si presentano alle prossime elezioni di Lecco hanno proposto, in materia urbanistica, il “consumo di suolo zero”. In termini generali è un’ottima proposta, che la nostra associazione sostiene da sempre.

Poi però domenica sono salito, come faccio spesso, su una delle montagne che sovrastano Lecco. E dal Magnodeno ho scattato la foto allegata. Ecco, pensandoci, non ha molto senso proporre per Lecco di evitare altro consumo di suolo.

Anche volendo, nel nostro capoluogo sembra ormai non esserci un solo metro quadro libero da sfruttare (non mi prenda alla lettera però). Questo a meno che qualcuno non pensi di consentire la cementificazione anche delle pendici delle montagne! In città tutto è stato riempito con un disordine urbanistico che fa sembrare la città molto brutta, anche dall’alto.

Quello che servirebbe a Lecco è una “rivoluzione urbanistica” che, più che evitare ulteriore consumo di suolo, liberasse spazi dentro l’edificato: spazi per il verde, visto che in città ne è rimasto troppo poco; spazi per i corsi d’acqua, oggi costretti tra il cemento; spazi per i pedoni e i ciclisti, che oggi devono districarsi a fatica tra le auto.

Non bastasse, nella stessa foto si vedono anche alcuni dei numerosi buchi prodotti dalle cave, che hanno squarciato le montagne.

In definitiva e senza ipocrisie, a Lecco non è sufficiente dire “consumo di suolo zero”,  serve invece una politica coraggiosa che non si faccia condizionare dalla lobby dei costruttori e dei cavatori.

 

Roberto Fumagalli
presidente del Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

 

 

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