MATURITÀ/I NOSTRI CONSIGLI
PER AFFRONTARE AL MEGLIO
LA VERSIONE DI LATINO

latino epigrafeQuelli della maturità sono e saranno, nella mente di ciascuno, giorni indimenticabili, nel bene e nel male. Se chiedete ai vostri genitori, sicuramente vi risponderanno che loro la maturità se la sognano ancora. «Che vecchi nostalgici!», pensavo all’epoca. Ora, invece, posso capire: anche io ogni tanto la sogno ancora la maturità, anche se spesso sono più incubi che sogni d’oro.

Sta di fatto che quel momento lascia una traccia ineliminabile nei nostri ricordi. E questo perché la maturità è il primo grande ostacolo e – contemporaneamente – traguardo che ognuno di noi oltrepassa nella sua vita. Il primo grande esame, dopo il quale si comincia, per davvero, a essere catapultati nel mondo degli adulti e delle responsabilità, slegati sempre più dal cordone ombelicale materno, in cui mamma non è solo colei che ti ha generato, ma anche la scuola come è stata intesa fino a quel momento. Il lavoro e l’università sono ben altra cosa.

Oggi è suonata la campanella della prima prova con Italo Calvino e la Resistenza in prima linea. Ma è domani la prova più temuta. La seconda prova è quella caratterizzante del corso di studi, la prova che più spaventa gli studenti, perché non c’è via di fuga: o la sai fare o sono lacrime, niente titoli alternativi.

Al Liceo Classico la seconda prova consiste nella traduzione di una versione, quest’anno di latino. Reduce dall’ormai celeberrimo ‘Aristotele e il letame’ (il titolo esatto era Non il caso ma la finalità regna nelle opere di natura, ndr), ecco alcuni consigli targati iFdI per affrontare al meglio la Seconda Prova di Maturità Classica:

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