PROTEZIONE INTERNAZIONALE,
IN NOVE ACCOLTI A LECCO.
PREMIATO IL PROGETTO SPRAR

comitato noi tutti migrantiLECCO – Sono nove i rifugiati appena collocati in due delle tre strutture lecchesi disponibili ad accogliere ospiti in grado di ottenere dalla commissione territoriale di Milano il riconoscimento della protezione internazionale a seguito del bando Sprar indetto dal Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero degli Interni e della relativa partecipazione del Comune di Lecco.

Il relativo gestore del progetto, individuato dal Comune con un ulteriore bando indetto ad hoc e propedeutico alla partecipazione al progetto ministeriale, coinvolge L’Arcobaleno Società Cooperativa Sociale onlus, promossa dalla Caritas Ambrosiana, per la componente “accoglienza” e il Consorzio Mestieri Lombardia per l’inserimento lavorativo.

Attivato formalmente il primo luglio, il progetto Sprar ha reso disponibili e abitabili tre strutture, nelle quali, a regime, sanno ospitate 15 persone provenienti dai centri di accoglienza temporanei cittadini, persone che, in virtù del riconoscimento della protezione internazionale ottenuto dalla commissione territoriale di Milano, beneficeranno di una forma di accoglienza finalizzata all’inserimento lavorativo e alla valorizzazione dell’autonomia individuale.

Riccardo Mariani assessoreUno degli alloggi, messo a disposizione della società cooperativa, ospita quattro persone dal 24 agosto scorso, mentre un secondo, offerto da un privato cittadino, dà ospitalità a ulteriori cinque persone, alle quali se ne aggiungerà una sesta, dal 26 agosto. Si tratta di quattro cittadini afghani, un pakistano, due nigeriani, un senegalese e un camerunese.

“La partecipazione al progetto Sprar è fondamentale per dare continuità a un percorso di accoglienza in grado di regolamentarsi – sottolinea l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Lecco Riccardo Mariani -; non più tardi di oggi, proprio per quest’ultima iniziativa Lecco è additata da VITA (uno dei maggiori quotidiani dedicati al sociale) come un esempio da seguire“.

“Lo Sprar fornisce possibilità reali e concrete di integrazione e inclusione sociale a coloro i quali vengono riconosciuti meritevoli della protezione internazionale. La vera sfida, anche alla luce dello snellimento delle procedure messa in atto dal Governo, è che più Comuni insieme possano aumentare il numero degli Sprar e consentire che le logiche dell’emergenza si trasformino in programmazione, la sola strategia in grado di consentire un assorbimento sostenibile dei richiedenti asilo”.

 

 

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