SPACCIO NEI BOSCHI, 5 ARRESTI.
SONO ALMENO 1.500 I CLIENTI
SPESSO COMPLICI PER UNA DOSE

LECCO – Nella giornata di martedì 26 ottobre personale della Polizia di Stato di Lecco – Squadra Mobile ha dato esecuzione a nove ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Lecco a carico di soggetti di etnia marocchina e, per la maggioranza, clandestini, dediti allo spaccio di cocaina, eroina e hashish.

Tali ordinanze derivano da una minuziosa attività di indagine svoltasi da marzo a luglio 2021, condotta dalla Sezione Antidroga e diretta dalla Procura di Lecco nella persona del Sostituto Procuratore Paolo Del Grosso, che ha permesso di individuare gli appartenenti ad un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti operante nelle zone boschive della provincia di Lecco e nelle province limitrofe. Il modus operandi si concretizzava nel ricevere gli acquirenti dello stupefacente all’interno dei boschi prevedendo un articolato sistema con soggetti preposti al taglio ed al confezionamento della sostanza, all’attività di vigilanza (“sentinella”), nonché, all’attività di materiale cessione. Il sodalizio, in base a quanto emerso dall’attività investigativa, agiva a rotazione, in gruppi di almeno tre persone, garantendo ai clienti una presenza continuativa h24.

 

L’attività si è concretizzata in numerosi appostamenti e recuperi di sostanze stupefacenti ed analisi dei tabulati telefonici, con successiva escussione a sommarie informazioni dei soggetti emersi quali acquirenti di droga, evidenziando come questi ultimi appartengano a tutte le età e classi sociali (da studenti appena maggiorenni a liberi professionisti e pensionati).

Nel corso delle indagini è stato operato un arresto in flagranza di reato di uno spacciatore marocchino e sono stati sequestrati circa 70 grammi di cocaina, 30 grammi di eroina e 30 grammi di hashish, tutti già divisi in dosi pronte alla vendita nonché bilancini di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi ed anche un machete.

La complessa ed accurata attività di indagine ha permesso di contestare agli indagati circa 12.000 cessioni di cocaina, per un peso pari a oltre 7.5 chilogrammi, circa 315 cessioni di eroina, per un peso pari a circa 300 grammi, ed oltre 1750 cessioni di hashish, per un peso pari a oltre 2.5 chilogrammi. Il giro d’affari accertato dell’organizzazione, e contestato agli indagati, è pari a circa 500.000 euro.

Ha avuto quindi inizio una capillare attività info-investigativa finalizzata al rintraccio e localizzazione dei destinatari della misura cautelare, tutti di fatto senza fissa dimora. Nella mattinata del 26 è scattato il blitz della Polizia di Stato che ha visto l’impiego di oltre 30 uomini della Questura di Lecco, sei equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia di Milano e una unità cinofila del Reparto di Milano e che ha portato alla cattura di cinque soggetti. Nel corso dell’operazione sono stati inoltre rintracciati ulteriori due soggetti, entrambi clandestini per i quali sono state avviate le procedure di espulsione.

La problematica dello spaccio di droga nelle zone boschive è un allarme sociale molto presente in questa provincia e coinvolge, come evidenziato dall’operazione “Carlito”, un territorio molto vasto ed una platea di consumatori (circa 1.500 quelli identificati) assolutamente eterogenea sia come classe sociale che come età.

Gli spacciatori, spostandosi continuamente nelle varie zone boschive ed operando nell’arco delle 24 ore, rendono l’attività di contrasto al fenomeno molto difficoltosa per le Forze dell’Ordine, trovando spesso nei clienti un supporto logistico sia a riguardo dei beni di prima necessità quali il cibo ma anche a riguardo degli spostamenti e all’ospitalità presso le abitazione dei clienti stessi. È stato infatti accertato che numerosi clienti, in cambio di una dose, si prestano ad accompagnare con le proprie autovetture gli spacciatori nei luoghi di spaccio o anche si offrono di portare loro da mangiare. A riguardo dell’ospitalità presso le abitazioni, basti pensare che uno dei soggetti catturati si trovava a casa di un tossicodipendente.

Come già in occasione di altre indagini della Polizia di Stato è stata essenziale la collaborazione dei cittadini che, sia di persona che tramite l’app YouPol, hanno segnalato la presenza degli spacciatori nelle varie zone boschive nonché le autovetture in uso a loro e ai clienti, fornendo quindi un contributo essenziale alle indagini.

 

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