CARTA VETRATA/GLI AMMUTINATI
E IL NOMADE COMANDANTE

Sarà di fuoco la sera.
Vento, onda, bonaccia e tempesta.
Lui ti seguirà in macchina mentre tu andrai a piedi, su una Lucia o comballo addobbato se tu nuoterai nell’acqua del lago….. e financo sulla groppa di un lama per quando camminerai sugli altopiani sudamericani quando andrai in vacanza.
Per non perderti e poterti controllare chiederà in prestito un treno a vapore dalla vicina stazione che vede tutte le mattine dalla porta del suo ufficio. Quando va a salutare la truppa.

Lui si piace. Tiene il distintivo ad un centimetro dal cuore ma lo vorrebbe tenere ad un millimetro dagli occhi. Suoi e nostri.
Dorian Gray in divisa blu amidata, oggi sembra un Podestà, e in questi giorni di orologio sfalsato e piogge acide la barca affonda.
I marinai han smesso di remare e lui non sa cosa fare.
Senza soldati non serve nemmeno un generale, il Comandante.

E non riesce più a lavorare.
Toccherà portarla in stireria la divisa? O addirittura chiuderla nell’armadio?
E non dovrò mica fare i turni a piedi io per la città?
Ho cercato di conoscerele le vie, ma a volte mi confondo. Però conosco la sede di ogni giornale, di tutti i barbieri e di ogni festa ma non di quartiere.
Io compro lo spray al peperoncino, le telecamere, le palette, le manette e le lucine……ma a fare la ronda no.
La città é pericolosa, e se mi si sporca la divisa?
È piena di pattumiera per giunta la città.
Una notte affollata di molti sarà, di domande e di nessuna risposta.

Li dove l’ufficio del Sindaco é a due passi, e una telecamera per farsi intervistare è ancora più vicina, l’occhio e i sensi ne godono.
Lo vedi che lui conosce la posa giusta per guardarsi attorno.
Finirà tutto questo?
Sta diventando pallida la sua abbronzatura da neon.

I suoi sottoposti stanno scappando più che i vu cumprà del lungolago quando vedono la divisa.
Vorrei essere lì e guardarlo, finché tutto intorno diventa buio e la sua divisa non si vede più.

È pazzesco che giro fa a volte la vita. Da qualche giorno Dorian Gray è per i suoi sottoposti come i nomadi per lui.
Da spostare dal centro.

E allora mi domando ma chi l’ha detto che non bisogna provare a provare?
La lingua contro i denti, i denti contro le labbra non è un morso, cos’è?
Sarà di fuoco la sera.
Lui si piace. Tiene il distintivo ad un centimetro dal cuore ma lo vorrebbe tenere ad un millimetro dagli occhi. Suoi e nostri.
Cercando di fermare il tempo.
Perchè chi l’ha detto che bisogna continuare a obbedire agli ordini?
La lingua contro i denti, i denti contro le labbra non è un morso, cos’è?
Un fischio. Sembra.
Non c’è paletta. Sono gli agenti del Comando.
O loro, o lui.
Io, sarò una donna all’antica, sto con chi sta in mezzo ad una strada a piedi sotto l’acqua, non con chi sta sulla porta con il sorriso e al massimo sotto la doccia con la divisa.

carta vetrata firma

 

 

 

 

Pubblicato in: Lettere a LeccoNews, Città

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