STORIE DELLA LINGUA ITALIANA:
POPEYE, IL PALESTRATO GUERCIO

braccio-di-ferroBraccio di Ferro è un marinaio con un occhio guercio, la pipa in bocca, l’ancora tatuata sul bicipite, la passione per gli spinaci e il fisico possente. Lo chiameremmo il Gue Pequeno delle palestre italiane, fissato con i bicipiti, probabilmente uno dei tanti che ad ogni ripetizione di adduttori ripete un ‘aaaaah’ infinito come se così potesse prolungare anche l’effetto sulle proprie cosce; uno di quelli che si controllano il pettorale pre e post esercizio, convinti che tre ripetizioni da 50 li abbiano trasformati da mozzarelline come Jim Parsons in The Rock.

Braccio di Ferro, incurante della bassa statura, dell’occhio malconcio e della scarsa fantasia per i tatoo, continua a pomparsi di addominali per conquistare Olivia Oyl e strapparla dalle braccia di Bruto. Olivia, non si sa se per l’addominale scolpito, la scazzottata imperante o semplicemente lo scarso livello grammatico-letterario, si innamora del marinaio dal cuore buono, almeno quello.

popeye-raising-spinachMa quale è la vera qualità di Popeye? – nick name americano affibbiato a Braccio di Ferro, si sa la fama porta al desiderio di distinguersi e se Gue ce l’ha fatta a scherzare sull’occhio GUErcio, perché non soprannominarsi appunto ‘occhio sporgente’? – Braccio di Ferro, come tutti gli uomini frequentatori assidui di palestra dalle 17 alle 19 (orario di punta dei corsi di pilates e zumba) adora far vedere i suoi bei muscoli, e per espanderli al meglio usa una pozione segreta, tanto cara ai più piccoli: gli spinaci.

No alle droghe, sì alla vitamina A, il mascalzone dei fumetti lancia segnali positivi! È così, dopo una bella dose di spinaci in latta, che Popeye dà il meglio di sé nelle scazzottate, aggiudicandosi il soprannome di Braccio di Ferro: il ferro contenuto nelle verdure è di pari intensità ai suoi ganci, che trasmettono sul malcapitato un impatto pari al ferro.

Ecco perché dire a qualcuno che gestisce una situazione mantenendo il braccio di ferro sta a significare appunto che si può scaraventare su chiunque con una furia impetuosa, garantendo danni notevoli, difendersi sì, ma stando certi di aver lasciato dietro di sé almeno qualche osso rotto o setto deviato. Quindi i genitori con il braccio di ferro, passibili di denuncia, per le violenze sui minori sono apprezzati per la potenza del jab; così come le maestre – pugili che non ricorreranno più al mandare gli alunni in punizione dietro la lavagna ma colpiranno direttamente allo stomaco con un middle kick.

La violenza prima di tutto, ma che sia salutare, niente droghe e assoluto divieto al doping, ma solo tante proteine e verdure! Questo l’insegnamento di Popeye, testato su amici e sul figlioletto adottivo Pisellino.

Fortunatamente a Popeye possiamo solo rimproverare la rovina della vita al figlio dopo avergli affibbiato un nome del genere, ma nulla da ridire sulla propria condotta di padre o sulle percosse ai danni di un minore perché Braccio di Ferro è famoso sì per le scazzottate facilitate dai benefici degli ortaggi, ma non è a favore della violenza immotivata, specialmente sui minori.

È piuttosto tenendo il pugno di ferro che si educano i figli o si danno lezioni, ossia mantenendosi ferrei sulle proprie decisioni, mantenere l’autorità nascondendola sotto un’apparente dolcezza, quindi niente violenza ma solo continuità nelle punizioni. Se diciamo ai figli che finché non finiranno i compiti non potranno guardare la tv, non dobbiamo farci intenerire da una lacrima di troppo, ma mantenere il pugno di ferro.

Tra l’altro il pugno di ferro allude al tirapugni, di cui il termine è sinonimo, ma nell’uso metaforico identifica solo la detenzione del potere con durezza e severità.

Martina Panzeri

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